Giornalismo sotto attacco in Italia

Magistratura Democratica: un’associazione dalla parte della Costituzione

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Magistratura Democratica va a congresso e si riunisce a Roma, in via Alibert, animando una discussione che si è aperta giovedì e durerà fino a domani. Una maratona in favore del NO al referendum, certo, ma anche una riflessione collettiva su cosa debba essere la giustizia, su cosa sia la dignità della persona, su quale debba essere il rapporto fra pena e rieducazione, sulla rottura del paradigma dell’odio e dello stigma che sembra, invece, la cifra costitutiva del governo dei Decreti Sicurezza e del Decreto Caivano, sull’umanità da porre al centro del dibattito politico e giurisdizionale e anche sul ruolo dei media nell’evo contemporaneo. Di questo e non solo se n’è occupato sul palco Vincenzo Vita, denunciando l’aberrazione del legal drama di Garlasco, utilizzato strumentalmente, insieme alla vicenda privata della famiglia nel bosco, per delegittimare la magistratura, mettendone in discussione la dignità e addirittura la funzione sociale. Nicola Fratoianni, dal canto suo, ha ricordato il sacrificio dei magistrati e delle magistrate che si occuparono o degli orrori, essi sì assolutamente pubblici, della Diaz e di Bolzaneto, ricordando che, con il modello di PM delineato dalla riforma su cui saremo chiamati a votare il prossimo 22 e 23 marzo, le vittime di quell’abisso politico, sociale e civile non avrebbero avuto né giustizia né un minimo di verità. Alessia Crocini (presidente di Famiglie Arcobaleno), infine, ci ha indotto a riflettere sulla mancanza di rispetto nei confronti delle coppie LGBTQIA+, mettendo in evidenza la doppiezza di coloro che attaccano a ogni pie’ sospinto le toghe e non fanno nulla per estendere i diritti, per mitigare le ingiustizie e per rendere degna di questo nome la vita della popolazione nella sua interezza, compresi gli ultimi, i deboli e gli esclusi.

E poi ospiti nazionali e internazionali, dal segretario generale dell’ANM Rocco Maruotti al presidente della stessa ANM Cesare Parodi, accomunati dalla necessità di ribadire il bisogno di una magistratura al servizio della cittadinanza, andando al di là delle divisioni presenti all’interno dell’associazione. Senza dimenticare la riflessione sull’utilità delle correnti, da valorizzare e rinvigorire anziché considerarle il male assoluto, anche perché senza correnti avremmo una magistratura assai più conformista, assai meno garantista e assai più incline a salvaguardare i potenti e a gettare all’inferno coloro che sono nati indietro. Il NO, dunque, è essenziale non solo per salvare la Costituzione e l’indipendenza della magistratura ma per ribadire l’importanza della giustizia riparativa, del processo narrativo, del recupero sociale e di tutti quei principî e valori costituzionali, per l’appunto, che, pur non essendo messi esplicitamente in discussione dall’attacco in corso, verrebbero progressivamente smantellati in caso di vittoria del SÌ, aprendo la porta al premierato, alla fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e a una giustizia a due velocità. La fine del nostro vivere civile, delle nostre conquiste democratiche e della nostra convivenza in uno Stato di diritto degno di questo nome: questo è il rischio cui andiamo incontro. La risposta, pertanto, non può che essere un NO convinto e volto a unire il Paese, come ha ribadito il congresso di MD, cui va la nostra gratitudine non solo per l’ospitalità che ci ha concesso ma per aver sempre anteposto la tutela della Carta a ogni ambizione personale e correntizia.

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