Giornalismo sotto attacco in Italia

Il SI’ all’attacco della Costituzione        

0 0

Ultimi dieci giorni di campagna referendaria. Non è difficile prevedere quanta violenza, aggressività, volgarità, falsità il governo Meloni e i suoi tanti lacché, presenti anche nel mondo dell’informazione, scateneranno contro il NO a quell’inganno che hanno voluto chiamare riforma della giustizia. I segnali ci sono già stati, bisognerà vigilare su quel che potrà ancora accadere e soprattutto continuare a spiegare agli incerti quel che si rischia se il SI’ dovesse prevalere. Su due fronti: quello tecnico e quello politico.

Lo sdoppiamento, in realtà lo smantellamento, delle funzioni del CSM ha per finalità destinarne uno per valutare l’operato dei magistrati requirenti, l’altro per i giudicanti in modo da colpire direttamente il principio fissato dalla Corte Costituzionale dell’autonomia della magistratura. Autonomia che è posta alla base di uno degli architravi della Repubblica Democratica che è la separazione dei poteri. Come indebolire uno dei principali strumenti di controllo dell’operato della politica? Facendo sì che nei nuovi organismi inventati dalla cosiddetta riforma vengano inseriti esperti ‘laici’ estratti a sorte, ma sulla base di una lista predisposta preventivamente dal Parlamento. Provate a pensare quale garanzia di autonomia rispetto ad eventuali giudizi su esponenti politici o dei poteri economici potrebbero fornire queste componenti cosiddette ‘laiche’. Chi ne pagherebbe le conseguenze più gravi sarebbero quei cittadini senza santi protettori che dovessero scontrarsi con i potentati.

La tutela del cittadino di fronte alla legge, dunque, fu alla base dell’impostazione della Carta Costituzionale che 80 anni fa, per ben 22 mesi, tenne impegnati 556 parlamentari eletti nell’assemblea costituente, tutti espressione dell’antifascismo, dei partiti di sinistra, dei cattolici, dei repubblicani, di Giustizia e Libertà, dei liberali. Oggi un solo schieramento politico, compattamente di destra, che non ha alcun collegamento storico, politico, morale, con quei padri e madri costituenti, vorrebbe smantellare quella formidabile concezione di libertà messa nero su bianco dopo le brutalità del ventennio mussoliniano per sostituirla con il controllo della magistratura da parte del potere politico al governo del Paese.

Per far fuori dubbi su questa interpretazione ci hanno pensato prima Nordio rivolto alla Schlein (‘Pensaci bene, la riforma conviene anche a voi’), poi la sua capo di gabinetto con quel ‘far fuori la magistratura, un plotone d’esecuzione’, infine la stessa Giorgia Meloni con il cumulo di bugie (inutile chiamarle fake news) sparate una dietro l’altra nei 13 minuti di soliloquio sui social. Ovviamente l’interpretazione tecnica di quanto questo governo propone è molto più ampia, e la lascio a chi ne sa più di me. Per cui ora preferisco passare alle ricadute politiche.

Se il SI’ dovesse spazzar via quella stupenda pagina di storia scritta 80 anni fa si farebbe tutta in discesa la strada che per la destra porterebbe alla costruzione di uno stato autoritario. Come? Accelerando su due progetti che sono al centro della sua agenda politica: il premierato e la nuova legge elettorale. La Costituzione antifascista, nata dalla resistenza e che ci ha regalato anche la ripresa del confronto politico, verrebbe fatta fuori a suon di maggioranza da un Parlamento monocromatico costruito con la nuova legge elettorale.

La storica e solida democrazia italiana può tollerare che un eventuale scarto di poche cifre percentuali a favore del SI’ demolisca alcuni dei suoi cardini più saldi? Bisogna dunque reagire all’aggressività di chi governa con segnali forti di contrapposizione. La grande manifestazione che si terrà il 18 marzo in Piazza del Popolo sarà preceduta il 14,  sempre a Roma, ma in piazza Repubblica, da quella indetta dai Social, annunciata con una conferenza stampa. Il 22 e 23 marzo devono diventare giornate memorabili per tutti noi custodi di una democrazia nella quale crediamo e per la quale ci battiamo.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.