Giornalismo sotto attacco in Italia

I Gesuiti italiani: tutelare la separazione dei poteri votando ‘No’

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“La separazione dei poteri prevista nella Costituzione è un valore troppo fondamentale per rischiare di metterlo in pericolo. Per questo la scelta di salvaguardarlo di fronte a prospettive incerte sui successivi passaggi normativi orienta verso un voto negativo su una questione che può essere affrontata in altri modi e in altre sedi”. La rivista dei Gesuiti italiani ‘Aggiornamenti Sociali’ dà questa indicazione sul voto al referendum sulla giustizia. Per il direttore del giornale, padre Giuseppe Riggio, “il richiamo al carattere tecnico della riforma, in attesa di essere con fermata o bocciata dal voto referendario, non deve però trarre in inganno: ci troviamo di fronte a una questione squisitamente politica. Lo è in generale, perché non può essere altrimenti quando siamo chiamati a esercitare il nostro diritto di voto come cittadini. Lo è ancor di più quando si tratta di decidere se riscrivere il testo della Costituzione, che enuncia i principi e i valori che reggono la nostra convivenza civile e individua i modi per tutelarli. A testimoniare la valenza politica della questione – sottolinea il gesuita – concorrono anche le polemiche che hanno accompagnato da subito il percorso della riforma e che stanno assumendo toni sempre più accesi con l’avvicinarsi dell’appuntamento referendario”. Non è la prima volta che la Costituzione viene modificata, ma è importante per Riggio sottolineare che “la maggioranza delle revisioni della Costituzione ha avuto un esito positivo quando si è posta nel solco dello spirito di dialogo e confronto tra diverse sensibilità politiche da cui scaturì il testo della Carta in Assemblea costituente”. In questo caso, è però evidente “che non vi è stata un’autentica apertura al confronto nelle sedi parlamentari lungo l’iter di approvazione del disegno di legge costituzionale”. Allo stesso modo, prosegue il gesuita, “va riconosciuto che l’obiettivo di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri potrebbe essere raggiunto con una legge ordinaria, senza fare ricorso a una modifica della Costituzione”. Infine per il direttore di Aggiornamenti Sociali destano preoccupazione le dichiarazioni di diversi esponenti del Governo, a partire dalle parole del ministro della Giustizia Nordio, “che lascia presagire la possibilità di rimettere in seria discussione il principio dell’autonomia e indipendenza della magistratura”.


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