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Dieci domande per il Ministro della Giustizia

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Dieci domande al ministro Nordio…attendiamo risposta

a cura del Circolo articolo 21 “Santo della Volpe” di Trapani
Tra pochi giorni saremo chiamati al voto referendario sulla riforma costituzionale che tocca l’ordinamento giudiziario, ma in realtà riguarda tutti noi cittadini, le nostre aspirazioni ad ottenere Giustizia. Dai dibattiti che abbiamo vissuto, dai confronti tra i sostenitori del Si (d’accordo con la riforma) e del No (contrari a modificare la Costituzione) abbiamo tirato fuori dieci domande dirette al ministro Carlo Nordio. Le pubblichiamo, in attesa di risposta.

Signor Ministro

1) Lei davvero ritiene che la riforma costituzionale della separazione delle carriere possa rendere la Giustizia efficace ed efficiente, riducendo la durata dei processi e migliorando il disposition time, e possa assicurare l’effettività dei diritti nell’interesse dei cittadini, la fiducia dei quali è precondizione di efficienza e di efficacia della giurisdizione?
2) Lei davvero ritiene che un pubblico ministero separato possa assolvere ai propri compiti correttamente, senza interferenze “esterne” indebite da parte di altri Poteri o Istituzioni e possa mantenere la sua indipendenza “interna” dai vertici dell’organizzazione giudiziaria?
3) Lei davvero ritiene che, tenuto conto del compito principale della magistratura requirente di selezionare i fatti di reato da sottoporre al vaglio del giudice, sarà salvaguardata, senza depotenziamenti e mistificazioni, l’indipendenza della magistratura giudicante?
4) Lei davvero ritiene che questa riforma non vada ad infrangere la conquista democratica costituzionale dell’affrancamento della magistratura dai condizionamenti esterni e interni e dell’obbligatorietà dell’azione penale che concorre ad assicurare sia l’indipendenza del pubblico ministero sia l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge?
5) Lei davvero ritiene che la Giustizia possa fare a meno di un pubblico ministero intriso della cultura della giurisdizione, della cultura della prova e della cultura del dubbio, che non svolga più “accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta a indagine” (art. 358 c.p.p.), che non chieda più l’archiviazione “quando gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna” (art. 408 c.p.p.), che non chieda più il non luogo a procedere nell’udienza preliminare o l’assoluzione all’esito del giudizio e che non proponga più impugnazione nell’interesse superiore della legge (art. 568 c.p.p.), ma che senta raggiunto l’obiettivo della propria funzione cercando e rappresentando esclusivamente gli elementi necessari alla formulazione di richieste di condanna?
6) Lei davvero ritiene che la parità delle parti sia un principio non solo endoprocessuale, ma soprattutto ordinamentale, senza tenere conto della circostanza che il pubblico ministero ha una peculiare “asimmetria strutturale” rispetto al difensore, affermate dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 34/2020, e che la posizione dell’avvocato sia ontologicamente diversa rispetto a quella del pubblico ministero, avendo il compito di individuare e rappresentare al giudice solo gli elementi che ritiene a favore dell’imputato?
7) Lei davvero ritiene che il coerente ed inevitabile epilogo, non necessariamente immediato, di questa riforma non sarà la sottoposizione del pubblico ministero al controllo del Potere Esecutivo, che potrà imporre di perseguire certi fatti di reato e di lasciarne impuniti altri, tenuto conto che la magistratura inquirente, fatta di “superpoliziotti”, non potrà essere lasciata come un potere incontrollato?
8) Lei davvero ritiene che il sorteggio per l’elezione dei componenti dell’Alta Corte limitato ai magistrati di legittimità non riecheggi idee di gerarchie del passato?
9) Lei davvero ritiene che i componenti di un Potere dello Stato non siano neppure in grado di scegliere i propri rappresentanti al C.S.M., tanto più che il sistema del sorteggio sarebbe riservato solo alla magistratura ordinaria, mentre le altre magistrature e gli avvocati potranno fortunatamente continuare a scegliere i rappresentanti dei propri Organi e Ordini e degli organismi disciplinari?

e infine Sig. Ministro

10) Lei davvero ritiene che questa riforma, con questi connotati, non abbia una chiara ispirazione punitiva e ritorsiva nei confronti della magistratura e soprattutto di quella requirente a discapito della tenuta dell’assetto costituzionale e delle garanzie dei cittadini?

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