Giornalismo sotto attacco in Italia

Cadono le bombe a Teheran e mi cadono le braccia

0 0

Cadono le bombe a Teheran e mi cadono le braccia. Ci risiamo. Invece di finire, le guerre aumentano. Khomeini, il teocrate massacratore dei giovani in cerca di libertà, è morto sotto le bombe. Dovrebbe essere una buona notizia, ma non lo è, perché l’Iran non è il Venezuela, dove togli il dittatore e trovi subito la collaborazione degli altri. Il regime iraniano umiliato in campo aperto, può innescare una stagione di attentati terroristici; può bloccare lo Stretto di Hormuz per far impennare il prezzo del greggio; può incendiare l’islam radicale per destabilizzare tutti i paesi dell’area.

Ci vorrebbe una diplomazia americana all’altezza della complessità dei conflitti, ma Trump continua a fare pose da culturista davanti allo specchio, compiaciuto dei suoi muscoli. Ci vorrebbe una diplomazia europea capace di trovare mediazioni, ma siamo un club di attempati narcisisti, pieni di forfora nazionalista e incapaci di instaurare il clima di fiducia per muoverci insieme. Serve la rivoluzione della speranza, la forza degli ideali umanisti, la cultura dell’incontro laico. Servono giovani intelligenze e le loro energie per rompere il conformismo delle guerre. Ci sono. Aiutiamole ad esprimersi. E facciamoci da parte.

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.