Al Parlamento europeo un segnale politico chiaro: la sorveglianza illegale non può diventare la nuova normalità. A parlare dell’iniziativa è l’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo che sta seguendo la vicenda dello spionaggio illegale ormai da molti mesi.
“Con Krzysztof Brejza, Saskia Bricmont e Veronika Cifrová Ostrihoňová abbiamo avviato il primo incontro del gruppo di interesse contro gli spyware che abbiamo deciso di costruire insieme ad altri colleghi di diversi gruppi politici. – sottolinea Ruotolo a margine dell’incontro – Non un’iniziativa episodica legata agli scandali, ma un lavoro continuativo, con riunioni periodiche, monitoraggio e pressione politica sulle istituzioni europee e sugli Stati membri. Gli spyware sono armi digitali. Colpiscono nel silenzio e producono un effetto corrosivo sulla democrazia: paura, autocensura, isolamento. La cosa più pericolosa è l’assuefazione. Quando la sorveglianza illegittima diventa routine, è la democrazia a perdere. I casi Pegasus, Predator, Paragon dimostrano che la minaccia è sistemica. Per questo vogliamo costruire un punto di riferimento stabile tra Parlamento europeo e società civile e dare vita a un coordinamento europeo delle vittime. Le persone colpite non devono essere lasciate sole né frammentate Paese per Paese. Mettere in rete testimonianze e competenze legali significa rafforzare la ricerca della verità e della giustizia.
Difendere comunicazioni sicure e diritti fondamentali significa difendere l’Europa. Non possiamo normalizzare ciò che mina lo Stato di diritto. Continuità, trasparenza, responsabilità: è una questione di civiltà democratica”.

