È grazie ai giudici indipendenti, che grandi società di consegna a domicilio dovranno rispettare i loro rider con modalità di lavoro e retribuzioni dignitose. La destra, invece, vuole introdurre le ”priorità investigative”, a valle della vittoria del sì al referendum. Mi chiedo: se il pm dovesse seguire il ”copione” dettato dal Ministero, a che punto della lista starebbe il caporalato, visto che questi schiavi sono stati percepiti come normali, fino alla sveglia dei giudici?
È solo grazie alla sensibilità costituzionale (art. 36 della Carta) della Procura di Milano, che è emerso lo sfruttamento di questi invisibili. Ecco perché voterò No: perché non voglio che inizi una regressione dell’attività delle Procure impegnate solo contro i reati ad ‘’alto clamore sociale’’, senza più attenzione per i torti patiti dai più deboli. Non voglio le toghe – questa volta sì – ‘’politicizzate’’ dalle indicazioni dei partiti al potere. Voglio una giustizia che continui a prendere l’iniziativa per salvare dal sopruso i lavoratori più sfruttati. E questo mi suscita una profonda riconoscenza verso le Madri e i Padri costituenti, che – nella loro visione della dignità del lavoro – non hanno dimenticato nessuno.
