Trionfa alla Carnegie Hall la memoria di Rom e Sinti con Gennaro e Santino Spinelli e i musicisti dell’Orchestra Europea per la Pace
«Per me e mio figlio è stato straordinario poter suonare ieri sera a New York con il Concert for the Day of Remembrance/Samudaripen. L’emozione in sala era palpabile per tutti, l’abbiamo avvertita come musicisti per tutta la durata del concerto tra momenti di profondo raccoglimento e di partecipata condivisione, grazie alla scelta delle musiche e da noi proposte», ha affermato al termine dell’esibizione Alexian Santino Spinelli, artista, musicista, docente di cultura romanì.
Il concerto tenutosi ieri sera, 2 febbraio 2026, nella prestigiosa Carnegie Hall di New York era promosso dalla Union of Roma Communities in Italy (Ucri) in occasione della Giornata Internazionale della Memoria e ha registrato il tutto esaurito.
Protagonisti dell’evento proprio i due artisti, ormai di fama internazionale, Gennaro Spinelli al violino solista e Santino Spinelli, fisarmonica solista. Con loro alcuni colleghi e maestri dell’Orchestra Europea per la Pace.
«Questo progetto etno-sinfonico – ha proseguito Spinelli –, intrecciava un repertorio classico, ma rivisitato, con le musiche tradizionali romanì e altre composizioni originali. Abbiamo cercato di dar vita a un percorso sonoro intenso e dal significato simbolico».
Il concerto è stato realizzato con il patrocinio e il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, dell’Unar e delle principali organizzazioni europee rom e sinti — Ergo Network, Eriac e Iru — e ha rappresentato un momento storico per la memoria del Samudaripen, il genocidio del popolo rom durante la Seconda Guerra Mondiale.
La serata ha unito memoria, arte e dialogo interculturale in uno dei templi mondiali della musica.
Il concerto faceva parte del percorso culturale internazionale promosso da Ucri per la valorizzazione della cultura romanì; iniziativa partita in Italia con due concerti tenutisi al Teatro alla Scala di Milano e il Teatro San Carlo di Napoli.
«L’approdo alla Carnegie Hall ha segnato un ulteriore, fondamentale passo verso il riconoscimento globale della memoria e dell’identità rom e sinti. Portare la memoria del Samudaripen alla Carnegie Hall – ha concluso Spinelli – è stato momento che resterà nella storia del nostro popolo. Abbiamo sentito un’energia straordinaria, il pubblico non ha solo ascoltato la nostra musica, l’ha condivisa con il cuore. È questo il potere dell’arte: trasformare il dolore della memoria in consapevolezza e dialogo».
