I nuovi sondaggi che danno una sostanziale parità tra i Sì e i No – in alcuni casi con un leggero vantaggio per la sconfitta della cosiddetta riforma della giustizia – stanno facendo disperdere ai ‘sepolcri imbiancati’ della politica italiana il fulgore artatamente costruito determinando il riemergere del grigio e del nero della loro vera natura.
Gli esempi si ripetono a ritmo sempre più incalzante. Il primissimo era stato il silenzio – non si sa se attonito o preoccupato – con cui le forze politiche di maggioranza avevano accolto l’elogio del ministro Nordio – autore del programma di legacci e condizionamenti dei magistrati – del lavoro svolto dal gran maestro dellaP2 e pluricondannato Licio Gelli.
Qualche timida reazione l’avevano avuta quando Casa Pound intendeva utilizzare la sala stampa della Camera dei Deputati per lanciare la legge di iniziativa popolare per la ‘Remigrazione’, la cacciata degli immigrati. Al canto di ‘Bella Ciao’ quella scellerata iniziativa era stata bloccata dai parlamentari d’opposizione.
Più di recente hanno dovuto mandar giù, con grande sofferenza, il verdetto del tribunale di Bari che ha definito inequivocabilmente fascista la prassi politica di Casa Pound. Un governo rispettoso della Costituzione e delle leggi dello Stato, cosa avrebbe dovuto fare se non dichiarare fuorilegge l’associazione di estrema destra e scioglierla? Invece nulla.
L’azione di difesa, a causa della crescente paura di perdere il referendum, li sta portando a dichiarare che comunque, anche se vincerà il No, non ci saranno ricadute sul governo Meloni. In prima linea su questo fronte non solo la premier, ma anche la sorella Arianna.
Appena hanno potuto sono passati all’attacco. Uno dei bersagli preferiti è stato il procuratore Nicola Gratteri che senza ricorrere a metafore o giri di parole ha detto chiaramente quel che pensa sui votanti per il Sì. Alcune fonti hanno parlato di ‘imputati e massoni’, altre di ‘fascisti e mafiosi’, tutte drasticamente smentite dal magistrato.
A leggere per intero l’intervista rilasciata dal magistrato si capisce perché sia stata lanciata l’ennesima operazione di distrazione di massa. La sua critica era rivolta agli effetti che la riforma potrà avere sul corretto funzionamento della giustizia. Certo è che quanto al voto per il Sì dei fascisti, l’ufficializzazione è stata data dalla stessa Casa Pound, proprio nei giorni nei quali era sotto processo a Bari.
L’altra operazione di distrazione di massa ha per vittima Francesca Albanese, tutt’altro che difesa da chi afferma ‘prima di tutti gli italiani’. Ma su questo torneremo un altro giorno.
Quel che si ricava da quanto sta avvenendo e dalla accelerazione dei tentativi del governo e della maggioranza di parlare d’altro per attaccare ogni pensiero critico e in difesa della Costituzione è che il clima sarà sempre più incattivito e deviante.
Un esempio. Uno dei cavalli di battaglia dei propagandisti della riforma è che saranno eliminate le correnti che a loro giudizio condizionano la magistratura. Ma da cosa saranno sostituite? Dalle vere e proprie pressioni che il potere politico eserciterà sui Pubblici Ministeri per condizionarne l’azione. Una bella differenza rispetto alle correnti interne che sulla base di sensibilità diverse dettate dalla lettura approfondita della Costituzione operano per un costante miglioramento dell’azione giudiziaria. Ragionamento, questo, completamente rifiutato dalla destra che invece preferirà continuare a gridare ‘al lupo al lupo’.
