Stava per essere lasciato sotto la neve un altro ragazzo! L’algoritmo del Nord si blocca per 2,50€. Lo riavvia un cuore (casertano) del Sud. Sembra quasi una barzelletta, di quelle che si raccontano per scherzare sulla proverbiale rigidità teutonica che, a volte, contagia le nostre valli più operose. A Pinzolo, nel cuore di un Trentino che si vanta di puntualità ed efficienza, un ragazzo di 17 anni ha rischiato di trasformarsi in un ghiacciolo per una cifra che non basta nemmeno per un caffè al bar. La colpa? Un peccato capitale nell’era della digitalizzazione a tutti i costi: un abbonamento che il lettore ottico si rifiutava di riconoscere e un terminale per il pagamento elettronico in sciopero.
La scena è di una comicità amara. Da una parte, un giovane stagista, Fabrizio, armato di un abbonamento regolarmente pagato e di una carta di debito. Dall’altra, un sistema inflessibile, incarnato da un autista che, di fronte a due macchinari in avaria, non ha trovato nel proprio manuale operativo l’opzione “buonsenso”. La sentenza è stata rapida e inappellabile: niente contanti, niente corsa. Poco importa se fuori la temperatura è rigida e la destinazione dista tredici chilometri. Il protocollo è il protocollo, e a quanto pare è più importante della tutela di un minore.
Mentre si profilava all’orizzonte l’ennesimo scandalo nazionale, con titoli già pronti sulla disumanità dei servizi pubblici e l’indignazione a orologeria dei social network, è avvenuto l’imprevedibile. Il deus ex machina non è arrivato dal cielo, né da una circolare ministeriale, ma dal fondo del bus. Un altro passeggero, un turista, ha assistito alla scena, ha scosso la testa con quella rassegnazione che si riserva alle follie burocratiche e, senza troppe parole, ha messo mano al portafogli, pagando di tasca propria quei due euro e cinquanta che stavano per causare un dramma.
Il dettaglio che trasforma questa cronaca in una parabola perfetta è la provenienza di questo eroe per caso: Caserta
Proprio così. L’ingranaggio inceppato dell’organizzazione settentrionale è stato oliato e rimesso in moto non da un’app, non da un supervisore, ma dal gesto estemporaneo e istintivo di un uomo del Sud. Un gesto che non ha richiesto moduli, né autorizzazioni, ma solo un briciolo di empatia. Viene da pensare a quanto scriveva il grande filosofo e umorista Luciano De Crescenzo, uno che del divario culturale tra Nord e Sud aveva fatto un’arte: “Ci sono due categorie di persone: gli uomini di libertà e gli uomini d’amore. I primi, i nordici, vivono nel rispetto delle regole, i secondi, i sudisti, nel rispetto delle persone”.
Ecco, in quella manciata di secondi, su un autobus diretto a Pinzolo, questa citazione ha preso vita. Da un lato “l’uomo di libertà”, incatenato a un regolamento che non contemplava l’imprevisto; dall’altro “l’uomo d’amore”, che ha visto una persona in difficoltà e ha agito di conseguenza.
La madre del ragazzo, giustamente infuriata, ha annunciato di voler denunciare l’accaduto. E fa bene. Ma la vera lezione, forse, non la impartirà un tribunale. La vera lezione è in quel gesto semplice e silenzioso, un piccolo cortocircuito di umanità che ci ricorda come nessuna efficienza, nessun sistema e nessuna regola possano mai sostituire il valore di guardarsi negli occhi e capire quando è il momento di mettere da parte il manuale e ascoltare la coscienza. Soprattutto se sei del Sud.
