L’ultimo libro di Davide Mattiello, responsabile Articolo 21 Piemonte, ci riporta dentro una realtà che (ultimamente) molto non vorrebbero più vedere, affrontare. E’ la storia di un giovanissimo e di un percorso complicato. edito da Einaudi ragazzi proprio perché vuole arrivare ai più piccoli, alla parte migliore di noi, ma la lettura è vivamente consigliata a tanti “grandi”.
Marco è cresciuto in un paese siciliano dove la vita è difficile; molto presto, infatti, ha dovuto confrontarsi con la realtà della mafia e dell’omertà che le permette di fare ciò che vuole. Tanto più ha dovuto scontrarsi con la criminalità organizzata in quanto suo padre non l’ha mai appoggiata né tollerata, mostrandosi come luminoso esempio per Marco e per tutta la sua famiglia, a costo di subire ritorsioni dai malavitosi. Quando Marco, appassionato di motori, ha deciso di aprire una sua concessionaria, mostrando una grande capacità imprenditoriale, ha inevitabilmente finito per attirare l’attenzione dei mafiosi locali, che hanno reso la sua vita impossibile tra minacce, intimidazioni ed estorsioni. Non potendo tollerare queste ingiustizie, Marco ha preso la coraggiosa decisione di denunciare i suoi persecutori; è diventato, così, un testimone di giustizia. E la sua vita è drasticamente cambiata: costretto ad abbandonare la sua terra, ora vive con la famiglia sotto un programma speciale di protezione, continuando a sostenere, con esemplare responsabilità, la decisione di non lasciar trionfare il male. Un libro di narrativa per ragazzi dai 12 anni. Una storia vera che parla di coraggio e senso di giustizia, di legalità e lotta alla mafia, di libertà e determinazione.
“La presentazione del libro Mi chiamo Marco e sono un testimone di giustizia, prevista in Senato il 21 Gennaio, è la coerente conclusione di un lungo viaggio cominciato proprio in Parlamento dodici anni fa. La Legislatura era la XVII io ero deputato, membro della Commissione Giustizia e della Commissione anti mafia nella quale presiedevo il V Comitato quello dedicato ai testimoni di giustizia ed ai collaboratori di giustizia. D’accordo con l’allora presidente on. Rosy Bindi iniziammo una indagine sulle condizioni di vita dei testimoni di giustizia che avrebbe portato alla legge N. 6 del 2018, votata all’unanimità dal Parlamento, la quale ha riformato profondamente la considerazione giuridica del testimone di giustizia. – scrive l’autore a proposito della imminente presentazione – Tra i primi testimoni che incontrammo con quella indagine ci fu proprio Marco, che con l’intero nucleo famigliare era stato inserito nello speciale programma di protezione da un paio d’anni. Questo libro nato grazie alla sensibilità straordinaria della casa editrice Einaudi Ragazzi, mette al centro la storia del giovane Marco sospeso tra la sua passione professionale e la violenza intimidatorie della mafia, parassitaria e predatoria. Marco sceglierà la denuncia e si affiderà allo Stato. Il libro rilancia una questione tanto attuale, quanto universale: da cosa dipende la sicurezza di ciascuno di noi? Dalla legge democratica oppure dall’appartenenza ad un gruppo in grado di proteggere? Con la senatrice Enza Rando, promotrice della iniziativa e con il sentore Walter Verini (oggi capogruppo in Antimafia per il PD, ma all’epoca dei fatti capo gruppo in Commissione Giustizia, la Commissione competente a trattare la proposta di legge di riforma) il rapporto di collaborazione ha radici solide, alimentate quotidianamente dal comune impegno sul fronte della lotta a mafie e corruzione nel nostro Paese”.


