Giornalismo sotto attacco in Italia

“Liberi di pensare”. Articolo21, Anpi e Cgil a difesa della Costituzione

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Dalle grandi concentrazioni editoriali alla stampa locale. Dal giornalismo d’inchiesta alle pressioni politiche che mirano a colpirlo. Dalle tutele costituzionali della libertà di espressione alla “bulimia informativa” dei social media, al pensiero critico imbrigliato.
E’ stata una riflessione a 360 gradi sull’articolo 21 della Costituzione, quella fatta ieri all’Istituto Cassata-Gattapone di Gubbio. “Liberi di pensare” il titolo dell’appuntamento organizzato da Anpi, Associazione Articolo 21, Cgil e Spi.
Coordinati dal giornalista Daniele Morini, ne hanno parlato il costituzionalista Roberto Zaccaria, il presidente dell’Ordine dei giornalisti umbri Luca Benedetti, Barbara Mischianti della segreteria provinciale della Cgil, la presidente di Anpi Gubbio Ellis Gulli, il coordinatore di Articolo 21 Giuseppe Giulietti.
Libertà di pensiero e informazione plurale come pilastri della democrazia. Anche se oggi – è stato sottolineato da alcuni ospiti – la tendenza sembra andare nella direzione opposta. Le garanzie costituzionali vengono aggirate, o minate, da norme
che mettono a rischio la struttura portante della Carta: dai decreti sicurezza che limitano il diritto al dissenso alla riforma della giustizia, vista come grimaldello per cominciare a scardinare la separazione dei poteri dello Stato e la Costituzione stessa.
Un incontro intenso e partecipato, che si riassume nelle conclusioni del moderatore: “ L’articolo 21 non è solo una norma scritta: è una pratica quotidiana. Vive se qualcuno la esercita, la difende e la pretende.”

“Grazie al vivacissimo presidio di Gubbio – afferma il coordinatore di Articolo21 Giuseppe Giulietti –  che, ieri sera, ha aperto la campagna per il No ad ogni tentativo di abbattere la Costituzione. Non si tratta di difendere un gruppo di magistrati, ma di impedire la progressiva distruzione della Costituzione.
Le misure annunciate nel nuovo ddl sicurezza sono la traduzione italiana delle misure repressive già decise dal governo Trump.
Il presidente americano rivendica i pieni poteri, lo stato di emergenza e non esclude di far slittare le elezioni di mid term che rappresentano il suo veto spauracchio.
La presidente Meloni, vedi il video di sostegno, ad Orban, coltiva il medesimo pensiero.
Se dovessero vincere il referendum non avrebbero più esitazioni nel cambiare la legge elettorale, colpire la divisione dei poteri, approvare nuovi bavagli, abbattere la costituzione antifascista, antirazzista, pacifista, solidale”.

 


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