Si è svolta oggi a Roma, in piazza del Campidoglio, una manifestazione a sostegno del popolo iraniano, promossa da Amnesty International e Women Life Freedom for Peace and Justice . Tra i partecipanti anche le delegazioni dei partiti di opposizione, con i leader Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte.
I manifestanti si sono riuniti a partire dalle ore 16 davanti alla sede del Comune: molte le bandiere sventolate, tra cui quelle del movimento Lgbtqia+, del Pd, di Rifondazione comunista e +Europa. È stato scandito numerose volte lo slogan “Iran libero” contro l’attuale leader iraniano Khamenei. Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti attivisti e rappresentanti delle associazioni per i diritti civili, che hanno richiamato l’attenzione su ciò che sta accadendo in Iran.
“In questo momento sembra di stare nell’occhio del ciclone: sono ore in cui sembra non succedere nulla, probabilmente per la militarizzazione estrema del Paese, ma non sappiamo cosa accadrà in seguito. Quello che è certo è che dall’8 gennaio si è scatenata una campagna con l’ordine chiaro di sparare per uccidere” ha affermato Riccardo Noury, il portavoce di Amnesty International Italia, al termine della manifestazione.
Noury denuncia ancora: “Noi di Amnesty abbiamo ricevuto immagini terrificanti di obitori le cui porte neanche si aprivano più per i cadaveri accatastati, di cimiteri in cui le famiglie andavano disperatamente a cercare le tombe in cui erano stati sepolti i loro cari, oppure immagini dei guardiani della rivoluzione o di altre forze che sparano dai cavalcavia, o volti tumefatti da pallini da caccia”.
Nonostante questo, continua il portavoce, “la gente sta sfidando la peggiore campagna repressiva del secolo. Il governo ha pensato di chiudere internet convinto di poter agire nel buio, ma le persone coraggiose hanno continuano a mandare ad Amnesty testimonianze e così siamo in grado di dire che una cosa del genere non si era vista né nelle proteste del 2022 né in quelle del 2019”. Noury ricorda che secondo le autorità, le vittime sarebbero 2mila, ma i numeri reali “sono decisamente maggiori”
perché “è evidente che siamo di fronte a migliaia di manifestanti uccisi a cui potrebbero inoltre seguire impiccagioni tra gli arrestati o a una repressione, magari meno evidente, ma analoga a quella che accompagnò i mesi successivi a donna vita e libertà”. Unica nota positiva, “la forte partecipazione alla manifestazione di oggi qui a Roma”, conclude il portavoce.
