Pochi giorni fa il coordinatore di Medici Senza Frontiere che opera a Gaza, Roberto Scaini, aveva lanciato l’ultimo grido di allarme: “abbandonare l’ipocrisia e agire in maniera concreta e giusta per la popolazione palestinese”.
Era un appello lanciato alla comunità internazionale perché prendesse atto della situazione catastrofica nella quale continuano a vivere due milioni e mezzo di esseri umani. Non esistono più infrastrutture, gli ospedali sono al collasso da tempo, le tendopoli sono state abbattute in gran parte dal maltempo. Si vive di stenti e in totale insicurezza.
Le armi israeliane – forse sarebbe il caso di scrivere le armi occidentali in mano all’esercito israeliano – continuano ad uccidere. Ma si muore anche a causa della privazione dei beni essenziali. E tra questi il diritto alle cure che viene negato alla stragrande maggioranza degli esseri umani ormai chiusi in un gigantesco campo profughi circondato ad ovest dal mare e ad est dai carri armati dell’IDF. Milioni di persone vivono di nulla e nel nulla. E presto anche organizzazioni come Medici senza frontiere, che operano dando il loro contributo di assistenza in quel che rimane di sei ospedali presenti nella striscia, potrebbero essere costrette a lasciare Gaza. Le norme restrittive varate da Israele, in gran parte inapplicabili nella pratica, puntano a questo: a cacciare le ong.
Continuano a morire anche gli unici testimoni ancora presenti: i giornalisti palestinesi. Tre giovani colleghi che operavano con una ong egiziana sono stati trucidati appena pochi giorni fa.
In questo quadro drammatico, la risposta internazionale è affidata al Board of Peace, un coacervo di interessi affaristici, espansionistici, colonialistici presieduto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Gaza è in vendita. Sulle macerie e sulla pelle di 70.000 morti e su quella dei due milioni e mezzo di sopravvissuti rinchiusi nella “riserva” creata da Israele e dai suoi alleati. L’ennesimo crimine contro l’umanità.
La Nuova Gaza è stata indecentemente mostrata a Davos: grattacieli sul mare come una Miami qualunque. E isole artificiali realizzate in mare con le macerie delle case distrutte dalle bombe e le ossa delle povere vittime che vi sono ancora sepolte.
Un orrore.
Un orrore che deve essere contrastato. In primo luogo, dal governo italiano.
