Giornalismo sotto attacco in Italia

Il governo Meloni e la stagione dell’odio (con un’intervista all’imam di Firenze Izzedin Elzir)

0 0
Un aspetto, più di altri, dev’essere chiaro: la Repubblica democratica fondata sul lavoro, figlia della Costituzione anti-fascista in ogni sua riga, e la Repubblica di Salò e i suoi protagonisti e sostenitori non sono compatibili. È ciò che sfugge a noi pochi esponenti dell’attuale maggioranza e dell’attuale governo, ahinoi infatuati della figura di Almirante, già segretario di redazione de “La difesa della razza”, la rivista simbolo della stagione più atroce del fascismo, quella delle Leggi razziali e della persecuzione degli ebrei, e successivamente capo di gabinetto del ministro della Cultura popolare Fernando Mezzasoma, nei giorni di Salò e delle rappresaglie contro i partigiani. Il 28 dicembre 1943 venivano fucilati i sette fratelli Cervi, figli di una famiglia contadina e anti-fascista della provincia di Reggio Emilia, emblematici di quale fosse la differenza fra chi si batteva per la rinascita e il riscatto della Patria e chi, invece, sosteneva Hitler e i suoi complici italiani. Ebbene, se viene meno questo discrimine, crolla tutto. Non lo possiamo permettere, come non possiamo,permettere che prosegua il disegno piduista, perseguito a dire il vero non da oggi, di disarticolazione dei principî cardine della Costituzione, a cominciare dall’indipendenza della magistratura, stabilita dai padri costituenti in risposta ai Tribunali speciali, alle carceri e al confino propri dell’era fascista. E ancora, la libertà d’insegnamento, l’autonomia dell’università, la valorizzazione del cinema, del teatro e dell’universo culturale nel suo insieme: se viene meno tutto questo, cosa rimane del nostro stare insieme?
Non entriamo nel merito della triste vicenda che ha coinvolto Mohammad Hannoun a Genova: non ci sostituiamo alla magistratura e non abbiamo mai sopportato i processi mediatici. Ci limitiamo a consigliare a chiunque di evitare qualsivoglia forma di strumentalizzazione, con un riferimento esplicito agli attacchi sguaiati che la solita stampa di destra ha sferrato nei confronti di persone limpide e stimabili come le deputate Stefania Ascari del M5S e Laura Boldrini del PD.
Cosa tiene insieme questi argomenti? Spiace dirlo, ma il filo conduttore è l’odio, il vero motore di questa drammatica stagione in cui non c’è pace pressoché da nessuna parte, come si evince dalle tende strappate a Gaza, dalle madri che guardano con sgomento i miseri materassi su cui dormono insieme ai propri bambini che ormai navigano nel fango, dalla mancanza di aiuti umanitari, il cui ingresso continua a essere impedito dalle forze dell’esercito israeliano, e dal silenzio complice di un Occidente che o fa implicitamente il tifo per i carnefici o comunque li asseconda con la propria inerzia. E che dire delle manovra in corso a Taiwan da parte della Cina e di ciò che sta accadendo in Ucraina, dove ormai è in corso una guerra di carattere siriano, ossia senza fine e senza esclusione di colpi? Ribadiamo: non sarà un personaggio come Trump a portare alla pace, proprio non appartiene al suo DNA e sbaglia chi si illude che l’attuale amministrazione americana sia interessata a una qualunque forma di deposizione delle armi: per il magnate newyorkese e la sua ciurma, al massimo, si tratta di affari, dagli accordi commerciali alle terre rare.
Insomma, si chiude un 2025 segnato dal sangue e dall’orrore e non pare, al momento, che il 2026 sia intenzionato a seguire un altro spartito. Quanto a noi, saremmo già contenti se a presiedere il Senato non ci fosse più un signore che tiene in casa il busto del Duce ed elogia Almirante appena può. Sapendo di non poter realizzare, al momento, un simile sogno, annunciamo che ci batteremo con vigore per il NO al referendum che mira ad attuare in via definitiva il piano gelliano, ben coscienti del fatto che questo esecutivo, con il suo portato trumpista, non se ne andrà per consunzione ma solo se sarà accompagnato alla porta a furor di popolo, con democratico impegno e convinta passione politica e civile.
A proposito del caso Hannoun, abbiamo intervistato l’imam di Firenze Izzddin Elzir.

https://www.youtube.com/watch?v=CHznWHHHPJM

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.