Accademia ed enti di ricerca contro la trasformazione della definizione di antisemitismo dell’IHRA in legge
Per aderire:
https://forms.gle/xW2BNTR8EW14s97c7
L’adesione è aperta a persone singole con un’affiliazione universitaria e/o presso un centro di ricerca; a organizzazioni e associazioni accademiche e scientifiche
Noi studiosi, studiose e docenti italiane di diverse discipline, lavoratrici e lavoratori afferenti a istituzioni accademiche ed enti di ricerca italiani e non, esprimiamo grande preoccupazione per i diversi disegni di legge che mirano a introdurre in Italia la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA, ovvero l’International Holocaust Remembrance Alliance.
Nonostante si richiamino alla lotta contro l’antisemitismo, questi progetti di legge lo banalizzano e lo equiparano all’espressione di opinioni critiche verso le politiche di occupazione dello stato israeliano. Tali politiche sono state riconosciute come illegali e di discriminazione razziale dalla Advisory Opinion della Corte Internazionale di Giustizia nel luglio del 2024, e come forme di apartheid dalle più importanti organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali che lavorano in difesa dei diritti umani. Come dimostrato dalle stesse organizzazioni e da molteplici rapporti delle Nazioni Unite, le politiche implementate dallo Stato di Israele hanno subito negli ultimi due anni una accelerazione e si sono tradotte in forme di violenza genocidiaria contro il popolo palestinese.
Inoltre, i progetti di legge italiani, aderendo alla definizione dell’IHRA, oltre a trasformare la critica al razzismo di stato in antisemitismo, avrebbero come conseguenza che la vasta letteratura prodotta in molteplici campi del sapere e discipline in cui si analizzano le politiche israeliane come politiche coloniali, possa essere considerata come discriminatoria. Questo equivarrebbe a negare che per decenni Israele ha continuato a costruire colonie illegali attraverso l’espulsione forzata della popolazione palestinese. Gli eventi storici e quelli in corso a Gaza, in Cisgiordania e nei territori controllati da Israele, mostrano come la distruzione, il trasferimento forzato e la segregazione della popolazione palestinese attraverso la creazione di un regime di apartheid costituiscano la matrice operativa alla base delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
Impedire di utilizzare queste lenti di lettura e il sapere critico che hanno prodotto sulla questione palestinese risulterebbe in un impoverimento gravissimo della comprensione della storia e della politica contemporanee, trasformando la Palestina e lo studio delle violenze di stato messe in atto da Israele in un tabu–una sorta di eccezione palestinese alla produzione di sapere critico.
Inoltre i disegni di legge presentati in Parlamento costituiscono una gravissima limitazione della libertà accademica, soprattutto per quello che riguarda la storia e le scienze sociali, e perfezionano uno spostamento di significato che nulla fa per combattere un fenomeno aberrante come il razzismo antisemita. Infatti, l’applicazione della definizione dell’IHRA otterrebbe il solo risultato di mettere a tacere attivisti, attiviste, studiosi e studiose interessate ad avanzare conoscenza e strumenti critici utili ad analizzare la storia degli stati per poter rendere le società umane più democratiche e consapevoli.
Invece, i ddl, nella loro presunta lotta contro l’antisemitismo attraverso l’adesione all’IHRA, finiscono per riprodurre proprio discorsi antisemiti. Del resto, l’idea stessa che esista una corrispondenza totalizzante tra ebrei, adesione al sionismo e sostegno a Israele è errata e pericolosa, poiché essenzializza l’ebraismo trasformandolo in sostegno allo stato israeliano. Numerosi studi insistono sulla necessaria distinzione tra antisionismo – espresso anche da gruppi e individui ebrei in tutto il mondo – e antisemitismo.
La definizione di antisemitismo dell’IHRA rappresenta un pericolo enorme per la nostra libertà accademica e di insegnamento. Essa criminalizza l’insegnamento e la ricerca sulle forme di discriminazione e razzismo contro la popolazione palestinese, e di occupazione e colonialismo della terra palestinese. Infatti, l’IHRA viene promossa con forza e con enormi sforzi diplomatici da parte di Israele, che la usa come strumento di protezione delle gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che commette. Non è affatto una coincidenza che gli sforzi per la trasformazione dell’IHRA in strumento sanzionatorio per legge coincidano con gli sforzi diplomatici di molteplici ministeri israeliani a favore dell’uso della definizione in questa direzione. E non è affatto una coincidenza che questi sforzi avvengano in concomitanza con l’assunzione della presidenza dell’IHRA da parte di Israele.
È chiara ed evidente la volontà di mettere a tacere, attraverso persino il diritto penale, voci e saperi critici in molteplici campi di studio e negli spazi universitari, che hanno costituito uno dei fulcri del dissenso contro la distruzione della popolazione di Gaza e le complicità del nostro governo con i crimini israeliani.
Come studiose e studiosi chiediamo che vengano ritirati tutti i ddl che adottano la definizione di antisemitismo dell’IHRA trasformandola in legge e strumento di definizione di cosa costituisce antisemitismo negli spazi di produzione e circolazione del sapere. Chiediamo anche che il governo italiano revochi l’adozione della definizione IHRA attuata dall’Italia nel 2020, in violazione della nostra Costituzione.
Prime firme:
- Algostino Alessandra Professoressa ordinaria, Università di Torino
- Azzariti Gaetano Professore ordinario, Università di Roma La Sapienza
- Bartolini Stefano Direttore Fondazione Valore Lavoro – Direttore Scientifico Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia
- Basosi Duccio Professore associato, Università Ca’ Foscari Venezia
- Bazzoni Alberica Ricercatrice, Università per Stranieri di Siena
- Beneduce Roberto Professore ordinario, Università di Torino
- Biancani Francesca Professoressa associata, Università di Bologna
- Borrillo Sara Professoressa associata, Università di Napoli L’Orientale
- Busso Sandro Professore associato, Università di Torino
- Caridi Paola Docente, Università di Betlemme
- Daniele Luigi Professore associato, Università del Molise
- Della Porta Donatella Professoressa ordinaria, Scuola Normale Superiore
- Di Peri Rosita Professoressa associata, Università di Torino
- Diani Mario Professore ordinario, Università di Trento
- Farris Sara Professoressa ordinaria, Goldsmiths University of London
- Frisina Annalisa Professoressa associata, Università di Padova
- Frulli Micaela Professoressa ordinaria, Università di Firenze
- Galantucci Luca Ricercatore, Istituto per le Applicazioni del Calcolo (IAC-CNR)
- Gargiulo Enrico Professore associato, Università di Torino
- Giunchi Elisa Professoressa ordinaria, Università degli Studi di Milano
- Graziano Paolo Professore ordinario, Università di Padova
- Greppi Carlo Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, Torino
- Guazzone Laura Professoressa associata, Università di Roma La Sapienza
- Helm Francesca Professoressa associata, Università di Padova
- Jessoula Matteo Professore ordinario, Università degli Studi di Milano
- Lancione Michele Professore ordinario, Politecnico di Torino
- Marcenò Serena Professoressa ordinaria, Università di Palermo
- Marchetti Sabrina Professoressa associata, Università Ca’ Foscari Venezia
- Meloni Chantal Professoressa associata, Università degli Studi di Milano
- Mezzadra Sandro Professore ordinario, Università di Bologna
- Monaco Arturo Assegnista, Università di Roma La Sapienza
- Montanari Tomaso Rettore, Università per Stranieri di Siena
- Nocera Lea Professoressa associata, Università di Napoli L’Orientale
- Pagano Carla Ricercatrice, Università di Napoli L’Orientale
- Peroni Caterina Ricercatrice, CNR IRPPS
- Perugini Nicola Professore associato, Università di Edimburgo
- Pezzani Lorenzo Professore associato, Università di Bologna
- Pianta Mario Professore ordinario, Scuola Normale Superiore
- Pioppi Daniela Professoressa associata, Università di Napoli L’Orientale
- Pisanty Valentina Professoressa ordinaria, Università di Bergamo
- Ricciardi Mario Professore ordinario, Università di Milano
- Rivetti Paola Professoressa associata, Dublin City University
- Salih Ruba Professoressa ordinaria, Università di Bologna
- Serughetti Giorgia Professoressa associata, Università di Milano-Bicocca
- Sibilio Simone Professore associato, Università Ca’ Foscari Venezia
- Surian Alessio Professore associato, Università di Padova
- Taliani Simona Professoressa associata, Università di Napoli L’Orientale
- Traverso Enzo, Professore ordinario, Cornell University
- Tufaro Rossana Assegnista, Università di Roma La Sapienza
Firme:
- Abbatecola Emanuela Prof.ssa Associata Università di Genova
