Scuole sempre più trasformate militarizzate, nelle quali viene promossa ogni sorta di collaborazione le Forze Armate, comprese visite ad hoc nelle caserme e corsi dell’ex alternanza scuola-lavoro presso arsenali marittimi. Scuole nelle quali, invece, non è possibile svolgere un corso d’aggiornamento dal titolo “La scuola non si arruola”, organizzato online lo scorso 4 novembre dal CESTES (Centro Studi Trasformazioni Economiche e Sociali), un ente accreditato presso il Ministero, con la seguente motivazione: non sarebbe stato “coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente”, “presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato I della Direttiva 170/2016”. Scuole, infine, nelle quali da giorni avvengono pericolosi attacchi di matrice squadrista nei confronti di studenti e studentesse durante le occupazioni degli istituti, senza che da parte del governo e della maggioranza si siano levate particolari voci di indignazione. Questo è lo stato dell’arte: allarmante, pericoloso, inquietante e da non sottovalutare, inscrivendosi nel quadro di una svolta complessiva del Paese che se proprio non si vuole definire “autoritaria”, va quanto meno considerata regressiva.
Ne abbiamo parlato con Giovanna Mezzatesta, membro dell’Assemblea nazionale di Sinistra Italiana ma, soprattutto, preside del liceo scientifico “Bottoni” di Milano, facendo il punto anche sulle mobilitazioni già avvenute in risposta e su quelle in programma nelle prossime settimane.
