Articolo 21 esprime piena e incondizionata solidarietà alle colleghe e ai colleghi della Stampa. Di fronte al vile attacco che hanno subito ieri, a Torino, durante le manifestazioni per la causa palestinese, ci teniamo a sottolineare che una simile aggressione, ad opera di una teppaglia che si commenta da sola, non ha nulla a che spartire con la doverosa solidarietà nei confronti della gente di Gaza ma ricorda, al contrario, lo squadrismo delle camicie nere che assaltavano le redazioni dei giornali sgraditi al nascente regime. Nel momento in cui si scambia la barbarie per protesta, per giunta in una giornata in cui giornaliste e giornalisti scioperavano in nome del proprio dovere di informare e del diritto della cittadinanza di essere informata, si rischia di mettere a repentaglio non solo una battaglia democratica e umanitaria che anche noi sosteniamo con convinzione ma l’essenza stessa della democrazia. Per questo, ribadiamo il nostro affetto a un giornale che da sempre, e più che mai negli ultimi mesi, si è battuto contro censure e bavagli e ha sostenuto la necessità di un cessate il fuoco in Medio Oriente e il bisogno di condannare fermamente Netanyahu e la sua azione genocidiaria, come peraltro testimoniano pure le parole pronunciate dal direttore Andrea Malaguti nel corso di un discutibile convegno organizzato, di recente, nella sede del CNEL.
Articolo 21 esprime solidarietà e affetto alle colleghe e ai colleghi della Stampa
Restare indifferenti o, peggio ancora, spalleggiare un atto così codardo e incivile significa dar ragione a chi invoca da tempo la repressione di ogni dissenso, agevolandolo nell’opera di smantellamento dei capisaldi della nostra Costituzione. E se la portata delinquenziale del gesto ci indigna, la sua stupidità ci lascia davvero senza parole.
