L’alleanza fra i paesi riuniti in questi giorni a Pechino e’ in realta’ tutt’altro che omogenea. India e Cina continuano in realta’ a diffidarsi per antichi e mai risolti conflitti di interesse e nonostante le parole al miele di queste ore tutti ben conoscono l’aggressivita’ cinese in politica estera. Per questo il wall street journal invoca il rilancio dell’AUKUS il patto militare nel pacifico fra USA, Uk e australia in chiave anticinese. E i “falchi “ repubblicani invocano una postura piu’ assertiva della politica estera americana nei confronti di Putin a partire dall ‘Ucraina. Ma oggi e’ il giorno dell’umiliazione dell’occidente . Non solo per gli Stati Uniti. Anche per l’Europa. Le immagini di un leader europeo , lo slovacco Fico, che accorre entusiasta al vertice di Pechino , sono un ‘altra prova evidente di quanto sia lungo e difficile il cammino di un’europa debole, divisa e orfana dell’alleato americano, almeno fino che alla Casa Bianca restera’ Donald Trump. D’altronde il presidente cinese ha confidato a Putin che con i trapianti si possono superare ormai i 150 anni di eta’. Un’idea che piacerebbe di sicuro al tycoon di mar-a-lago.
Lo schiaffo di Pechino
“Presidente Trump e’ preoccupato dell’avvicinamento di questi giorni fra Russia e Cina?”” No , io ho buoni rapporti sia con il Presidente cinese che con quello russo”. Poche volte nella storia l’inadeguatezza di un leader e’ stata cosi’ palese. L’idea, o meglio l’illusione , che la superpersonalita’ di chi si ritiene il maschio alfa della politica internazionale possa risolvere d’incanto tutti i problemi si e’ schiantata contro la piu’ grande umiliazione del mondo occidentale del dopoguerra. Il vertice e la successiva sfilata militare che si sono svolti in Cina segnano il fallimento totale della politica estera di Donald Trump. Ha blandito Putin, lo ha accolto su un tappeto rosso in Alaska, gli ha sostanzialmente lasciato fare quel che voleva in Ucraina . La teoria dei corifei del suo partito parla di un “nixon rovesciato”: Nixon apri’ alla Cina per isolare l’Unione sovietica, Trump avrebbe aperto a Mosca per isolare Pechino. Peccato che Nixon avesse al suo fianco un gigante ( nel bene e nel male) come Kissinger e Trump si sia affidato a un immobiliarista come lui , Steve Witkoff molto attento agli affari e totalmente digiuno di politica estera. Putin ha ottenuto da Trump tutto quel che voleva e come ringraziamento e’ volato ad abbracciare il presidente cinese a Pechino. Non solo. Mentre nel precedente vertice del 2022 il presidente russo era isolato e debole ora, sdoganato da Trump, e’ tornato raggiante a splendere fra gli autocrati di tutto il mondo.
Il leader nord coreano, un altro paria della comunità internazionale con il quale Trump vanta uno splendido rapporto personale ( gli invidia il potere assoluto senza gli inutili impicci della democrazia) e’ potuto uscire dal suo isolamento arrivando a Pechino sul suo treno blindato forte del sacrificio dei suoi soldati sul fronte ucraino al fianco dei “fratelli” russi. Non solo. L’india , per anni corteggiata dalla politica estera di Biden e anche dall’Europa (Italia inclusa) proprio in chiave anticinese, umiliata da Trump sui dazi viene spinta tra le braccia di Pechino. Il presidente indiano Modi ha la colpa di avere obiettato che la tregua india-pakistan non e’ merito di Trump e che non proporra’ mai per questo il nobel per la pace per il presidente americano. Ira del tycoon, gelo Washington Bombay,e viaggio trionfale di Modi a Pechino. Stesso discorso per il lungo elenco di paesi umiliati da Trump: il Brasile ( sottoposto a dure sanzioni economiche per una sentenza della magistratura di Rio nei confronti dell’ex presidente Bolsonaro, fedelissimo di Trump) o il sudafrica, il cui presidente ha dovuto subire nello studio ovale un trattamento “ alla zelensky” con la proiezione di un filmato di violenze razziali contro bianchi sudafricani ( filmato poi rivelatosi relativo a un altro paese, lontano dal sudafrica).
Insomma nel giro di pochi mesi Trump e’ riuscito a frantumare la “pax americana” costruita da Truman sulle macerie della seconda guerra mondiale. Ciliegina sulla torta tutti i paesi riuniti a Pechino hanno voluto festeggiare la vittoria del 1945 sul Giappone enfatizzandola come vittoria cinese, altro che americana.la resa di Tokio avvenne in realta’ nelle mani del generale MacArthur a bordo di una portaerei americana, ma questo dettaglio e’ stato omesso in queste ore a Pechino.
