Giornalismo sotto attacco in Italia

Trump e Putin cancellano l’Onu che rischia la fine della Società delle Nazioni

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L’impotenza dell’Onu, resa evidente soprattutto dalla guerra in Ucraina e dal selvaggio massacro di palestinesi ad opera di Israele, dovrebbe preoccupare gli stati liberi molto più di quanto non stia accadendo. Nata ottant’anni fa sulla scia delle emozioni prodotte dalle devastazioni causate dalla seconda guerra mondiale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite si era data obiettivi etici e politici di grande spessore. E per poco più di un decennio riuscì anche a farli rispettare dai Paesi aderenti, tanto che il loro numero aumentò progressivamente. Poi, pian piano, è prevalso l’interesse egoistico degli Stati più potenti e del loro diritto di veto all’interno del Consiglio di Sicurezza. Ma mai, prima di questi terribili anni 20 del duemila, sull’Onu si erano riversati problemi tanto drammatici, per di più in una situazione politica mondiale drasticamente modificata.
Un sol uomo al comando in Russia, quel Putin capace di dominare la situazione politica interna nell’ultimo quarto di secolo; un altro autocrate aspirante dittatore – per sua stessa confessione – diventato per ben due volte, nonostante tutto lo sfacelo prodotto nella prima occasione, capo degli Usa che storicamente, tradizionalmente, economicamente sono stati contrapposti prima alla Russia sovietica, poi alla Federazione. Chi avrebbe potuto svolgere un compito di grande equilibrio? Ma l’Europa, ovviamente, quell’Europa sognata in prigionia da Spinelli e poi messa in culla da De Gasperi, Adenauer e Schuman. E invece?
Il vergognoso servilismo mostrato a Washington e prima ancora quella specie di ‘pisciata sulla testa’ che l’UE ricevette ad Anchorage dall’abbraccio e dai salamelecchi tra Trump e Putin hanno ridotto la terza, possibile potenza politica mondiale ad una triste comparsa. L’europeismo solidale, colto, degli incontri tra i popoli, ha lasciato il passo alle follie guerrafondaie per conto terzi ed ha messo il bavaglio alle severe parole di condanna che si sarebbero dovute pronunciare contro il genocidio perpetrato da Netanyahu e dai suoi ministri contro i palestinesi e soprattutto contro qualunque ipotesi di costruzione di due Stati per due Popoli.
Dall’Onu parole di condanna. Ma chi le ha ascoltate? Non certo i due ‘padroni del mondo’ che le hanno anche violentemente osteggiate attraverso quanto dichiarato, e mai apertamente condannato, dal capo d’Israele. Nel gioco al massacro dell’Onu, chi subirà il danno maggiore? I Paesi più deboli, quelli non asserviti alle due grandi potenze, i Paesi realmente liberi e almeno quelli che non fanno contratti di acquisto d’armi proprio con gli Stati Unti.
Se non ci sarà un’urgente riforma, quell’Organizzazione tra stati nata per favorire la pace sarà di fatto spazzata via. Un po’ la stessa vicenda della Società delle Nazioni che, sorta nel 1919 dopo la prima guerra mondiale non poté far nulla per fermare la follia di Hitler e Mussolini e poi, sulle macerie della guerra, dovette chiudere i battenti nel 1946.
Quelli che armi in pugno si credevano i padroni del mondo, non fermati in tempo, produssero decine di milioni di morti e immense devastazioni. Oggi, padroni della politica anche di quella dei loro vassalli, Putin e Trump non trovano un vero ostacolo nell’Onu. Cosa ne sarà della Pace, della stessa Onu e, soprattutto, dell’umanità?


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