10 anni fa l’uccisione di Andrea Rocchelli. Dal 13 maggio un ricco programma di iniziative per ricordarlo. E continuare a chiedere giustizia

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A dieci anni dall’uccisione di Andrea Rocchelli nel Donbass un ricco programma di iniziative a Pavia ne fa rivivere l’opera di fotografo appassionato e coraggioso. Ma insieme al ricordo, propone di riflettere alle problematiche della libertà d’informazione e alla difesa dell’indipendenza e incolumità di giornalisti e fotografi, mai come ora a rischio e insidiate sotto tutte le latitudini, in contesti di pace e di guerra, di democrazia e di dittatura. Il caso di giustizia negata per le uccisioni di Rocchelli e del suo amico Andrei Mironov perpetrate dalle forze armate ucraine, vuole diventare così l’occasione per una messa a fuoco della violazione dei diritti nel mondo contemporaneo.

L’avvio del programma è dal giorno 13 maggio: una mostra diffusa di alcuni iconici scatti di Rocchelli verrà allestita in diverse vie e piazze grazie alla collaborazione della cittadinanza pavese, di scuole, biblioteche e istituzioni. La città si vestirà di immagini di luoghi lontani e di volti e si aprirà a situazioni varie e disparate. Seguiranno poi appuntamenti di diverso carattere, rivolti sia agli studenti delle scuole, come il 21 e il 24 maggio, che a tutti gli interessati. Il 24 maggio infine si discuterà di libertà d’informazione, di diritti e di giustizia con esperti dei media, giuristi e giornalisti, si parlerà di Andy, di un suo libro di fotografie fresco di stampa e si ascolterà musica insieme.

Promotori di queste iniziative: l’Associazione Volpi scapigliate, Cesura, Articolo 21, la famiglia e gli amici di Andrea Rocchelli, il Museo Kosmos che ospiterà gli eventi del 24 maggio.


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