Io invece sono un non-comunista pentito

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Gli ignobili attacchi di questi giorni da parte della destra alla Costituzione antifascista e di conseguenza ad Articolo 21 mi hanno fatto tornare alla mente uno slogan efficace che da anni abbiamo smesso di ripetere e che probabilmente sta ritornando attuale: ‘fascisti carogne tornate nelle fogne’.

Lo dico da ex sessantottino mai pentito che oggi però, alla luce di quanto accade nel Paese, sento il dovere di chiedere scusa al PCI, ad Enrico Berlinguer, ad Umberto Terracini, a Giancarlo Pajetta, ad Aldo Tortorella, per non aver capito allora, da giovane, forse troppo giovane, l’immenso sforzo che quel partito fece per fare progredire in democrazia, senza mai alcuna violenza, un Paese che usciva dalle macerie prodotte dal fascismo e dalla sua folle guerra. E con il PCI, il PSI ed anche una parte significativa della DC. Partiti delle istituzioni, della Costituzione, mentre oggi dobbiamo assistere agli indegni spettacoli proposti da chi ha sostituito il confronto democratico con la logica del padrone che può permettersi tutto, dalle furbate alle bugie alle calunnie.

Ecco perché mi sento un non-comunista pentito. Perché è insopportabile che questi figuri si riempiano la bocca di una parola, di un termine che nei primi settantacinque anni dell’Italia Repubblica Democratica e Antifascista ha consentito anche a loro di proporsi in tutti gli appuntamenti, elettorali, istituzionali, culturali. Come rispondono oggi? Occupando la RAI, scrivendo baggianate sulla storia d’Italia, riducendo gli spazi di democrazia, affossando le speranze di riscatto dei senza lavoro, degli emarginati, dei più sfortunati, stipulando accordi per il respingimento dei profughi, tentando di limitare uno degli esercizi più alti di partecipazione democratica quale è l’informazione, tentando di fare fuori tutti gli intellettuali che a loro si contrappongono. C’è bisogno di ulteriori spiegazioni perché sento il dovere di chiedere scusa a quel PCI che per bocca di Enrico Berlinguer ebbe il coraggio a Mosca di prendere le distanze dai sovietici? Che lezione per Giorgia Meloni nei confronti di Trump, Orban, Duda ed altri come loro!

Loro, i destri, continueranno ad alzare il tono dello scontro facendo scendere in campo volta per volta personaggi di varia caratura politica. L’ultimo in ordine di tempo è il vice presidente del Senato, Gasparri. Evidentemente è l’aria che si respira a Palazzo Madama a dare alla testa. Tutti noi di Articolo 21 al contrario respiriamo l’aria alta della Costituzione antifascista. Ce ne riempiamo i polmoni e così ossigeniamo  bene i nostri cervelli che non saranno mai mandati al macero per opportunismo o carrierismo. L’impegno ideale e democratico per noi sarà sempre più forte di qualunque tentativo di accomodamento. Difficile che possano capirlo i Sallusti o i Salvini ma fa ancora più specie che non lo capisca neppure un cosiddetto moderato come Lupi. Le responsabilità di oggi non saranno cancellate con pentimenti o con la scusa di scelte fatte in nome della governabilità. Da che parte si sta? Con la Costituzione o contro essa?


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