Il fascino perverso del perturbante. ‘I walked with a zombie’ di Jacques Tourneur

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Jacques Tourneur, regista francese, a partire dagli anni ‘30 girò ad Hollywood diversi “B movie” oggi rivalutati come piccoli gioielli. Le sue opere infatti trascendono i confini del genere horror, soprattutto quelle prodotte da Val Lewton (RKO) in cui la tensione non è ricreata attraverso mostri o vampiri ma evocando un mondo invisibile alimentato da paure ancestrali e desideri repressi.

L’intuizione originale di I walked with a zombie (1943) è quella di ambientare un horror ai Caraibi, lontano quindi dai freddi scenari gotici. Al centro del plot c’è la figura dello zombie, che nella sua accezione originaria è una persona che, privata dell’anima, diventa un morto vivente. Un essere quindi lontano dal nostro immaginario influenzato dalle creature del cinema di Romero, ovvero cadaveri ambulanti affamati di carne umana.

Come in altri film di Tourneur, pensiamo ad esempio a Il bacio della Pantera, la protagonista è una donna che sta scoprendo la propria sessualità. Inoltre è interessante notare come le uniche ad accedere ad una sfera magica siano proprio le donne. Betsy, è un’infermiera che vuole a tutti costi aiutare la signora Holland a guarire. Di fronte all’impotenza della scienza non si rassegna e quindi superando i propri pregiudizi culturali decide di partecipare a una cerimonia vodoo. Un altro personaggio degno di interesse è la signora Rand, una dottoressa che inizialmente scettica, si convince della veridicità e della potenza del culto vodoo.

Se i personaggi femminili riescono a mettersi in discussione e aprirsi al mistero, gli uomini invece rimangono ancorati ad una concezione razionale e illuministica dell’esistenza che li costringe all’ immobilismo. Il dottor Maxwell, davanti alla catalessi della signora Holland, si limita a fornire  la diagnosi “febbre virale” senza cercare soluzioni alternative; Paul si trincera dietro un nichilismo cosmico che gli impedisce di provare qualunque emozione mentre Wesley si abbandona all’alcolismo autodistruttivo.

Uno degli aspetti più intriganti del film è sicuramente l’irruzione del sovrannaturale in una storia apparentemente “normale”; il fascino perverso del perturbante, che secondo la concezione freudiana rappresenta qualcosa o qualcuno che all’improvviso irrompe nella quotidianità trasmettendo una forte angoscia ma allo stesso tempo riportando alla coscienza un ricordo rimosso. In I walked with a zombie il personaggio perturbante è la sentinella della cerimonia vodoo, l’altissimo e inquietante uomo nero (silente per tutto il film) che esegue gli ordini dello sciamano, una sorta di entità preumana che incarna il lato oscuro della nostra parte mistica e irrazionale.

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