Fnsi: “Bene Draghi sul mercato lavoro. Riprendere il confronto sui temi dell’informazione”

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«Nel suo discorso al Senato, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha evidenziato le criticità del mercato del lavoro e la necessità di mettere a punto una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro. Si tratta di politiche necessarie, che dovranno trovare una declinazione anche nel settore dell’informazione, dove è ineludibile la necessità di far fronte alle troppe diseguaglianze che mettono in discussione la dignità del lavoro e delle persone. L’informazione di qualità non può prescindere dal riconoscimento di diritti e retribuzioni dignitose a migliaia di giornalisti, giovani e meno giovani, oggi costretti a lavorare in condizioni di inaccettabile precarietà e di sfruttamento. Nel solco del percorso indicato dal presidente Draghi, sarà necessario riprendere al più presto i tavoli di confronto, avviati con il precedente esecutivo, per discutere di riforma complessiva del settore e della professione e di contrasto al lavoro precario, temi cruciali per rafforzare il ruolo dell’informazione, sempre più essenziale per la salvaguardia delle istituzioni democratiche». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.

One thought on “Fnsi: “Bene Draghi sul mercato lavoro. Riprendere il confronto sui temi dell’informazione”

  1. Non nutriamo troppe e premature aspettative sul lavoro, puntando tutto sulla formazione. La formazione è condizione necessaria ma non sufficiente: predispone a lavorare fornendo conoscenze, competenze ed abilità, ma non crea posti di lavoro. L’attuale sistema economico, la prevalente forma di impresa ha sempre meno bisogno di “lavoro vivo”, per cui la richiesta di lavoro delle imprese che sopravviveranno e delle nuove che si costituiranno non è detto che fronteggerà l’offerta della forza lavoro presente sul mercato. Anzi se non vogliamo illuderci dobbiamo prendere atto che non sarà così e perseguire una soluzione diversa, sapendo che davvero il “Capitalismo ha i secoli contati” e che il suo obiettivo è di concentrare la ricchezza in poche mani, non di realizzare un benessere diffuso.

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