Bella Ciao e Faccetta Nera pari non sono

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Ancora una volta l’assessora veneta di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan, ha dato prova del suo attaccamento al fascismo. Questa volta lo ha fatto cantando Faccetta Nera nel corso della trasmissione radiofonica ‘La zanzara’ di Radio24.

L’arroganza con la quale ha rivendicato l’appartenenza al fascismo si è manifestata citando le parole dello zio soldato: “nella vita si giura una sola volta” con le quali ha voluto sottolineare ancora una volta che il fascismo è un affare di famiglia.

Non è nuova alle provocazioni: nell’intervista ha anche detto che a scuola le hanno inculcato delle idee che non le appartengono; ha anche assicurato a Parenzo – la cui famiglia, in quanto ebrea, è stata costretta a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali – che se avesse vinto il fascismo lui sarebbe stato lì, dove è ora, dimenticando la storia e volutamente dimenticando le migliaia e migliaia di ebrei deportati nei campi di sterminio; anzi ha sostenuto l’esistenza di una memoria comune, nel momento in cui ha affermato che esistono due canzoni, Bella Ciao e Faccetta Nera, per due storie diverse, ma entrambe italiane.

L’ANPI deplora questo atteggiamento e il modo con cui l’assessora Regionale esprime le sue idee, ma ancor più sente di condannare il termine “goliardico”, da lei usato, per giustificare il suo canto e con il quale ha voluto ricordare il passato coloniale e la guerra espansionistica in Africa. Ha ritenuto anche goliardica sia stata la campagna coloniale in Libia, Etiopia e quindi in Abissinia? Gli Stati dove furono perpetrati, dalle truppe italiane, genocidi e i soprusi più atroci, nonché impiegate le bombe all’iprite (gas tossico) vietate dalla convenzione di Ginevra.

L’ANPI condanna questo suo atteggiamento perché nel paragone con Bella Ciao, canzone di libertà e democrazia, ha voluto denigrare tutta la Resistenza, un ampio e democratico movimento composto dalle formazioni partigiane che hanno scritto la Costituzione che, ora, le permette di irridere la Costituzione stessa.
Infine l’ANPI si aspetta dalle forze democratiche che governano la Regione una presa di posizione forte e risoluta perché l’Assessora rappresenta tutta la Regione Veneto e dicano i partiti di governo regionale se condividono il pensiero di chi ha le deleghe all’Istruzione e alla Formazione e al Lavoro, appunto il lavoro su cui è fondata la nostra Repubblica e vorremo che lo fosse anche per la Regione Veneto.
*Diego Collovini, Presidente provinciale Anpi di Venezia

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