L’America di Brian Evenson. ‘La colpa’, Isbn Edizioni

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Siamo alla vigilia delle elezioni americane e se dovessi individuare un libro che aiuti a capire l’America profonda, quella bianca, razzista e fondamentalista, quella che vota Trump, consiglierei un romanzo di un decennio fa, La colpa (Isbn Edizioni, pp.288, euro 15, trad. E. Monti) di Brian Evenson. Ci vuole, però, stomaco forte. Misconosciuto in Italia, pochissimo tradotto, l’autore è abilissimo a muoversi tra i generi horror, fantascienza e thriller con ambientazioni che vanno dall’inquietante al terrificante. Con La colpa il collaboratore della prestigiosa rivista The Believer ripercorre, dopo l’espulsione dalla comunità dei mormoni, le tappe del suo allontanamento dalla religione attraverso le vicende di Rudd, un adolescente solitario che vive a Springville, una piccola cittadina dello Utah. Il romanzo racconta in una sorta di bildungsroman rovesciato la storia di un giovane che, sottoposto alle pressioni di una fede fondamentalista e di un ambiente sociale oppressivo, viene sospinto, tra pulsioni sacre e profane, nel terrore e nella violenza più efferata.

Avete presente quei giovani, di nero vestiti, in giacca, camicia immacolata e cravatta, o gonne lunghe e castigate, con in mano cartelli e libri sacri in giro anche per le nostre città? Sono mormoni, seguaci della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Appartengono ad una religione di ispirazione cristiana fondata nella prima metà dell’ 800 dal profeta Joseph Smith. Fra i loro doveri c’è l’obbligo dello spirito missionario, praticando, fra l’altro, un modello di vita particolarmente morigerato. O almeno cosi sembrerebbe. Se non che  le cose non sempre vanno per il verso giusto. Almeno per uno di loro. Tormentato dal suicidio del padre e angariato da una madre bigotta e oppressiva, il diciottenne Rudd mostra segni di difficoltà ad accettare le severe norme della comunità. Mai svelare i segreti più reconditi, ipocritamente celati.  Un giorno, rovistando tra le carte del genitore, scopre di avere un fratellastro, Lael, di cui la madre nulla vuol sapere. “L’unico bastardo qui sei tu e non lo sei di nascita. Lo sei diventato.” Successivamente quando l’insegnante di religione chiede agli allievi di svolgere una ricerca sui padri della loro comunità, Rudd si imbatterà in una serie di articoli su degli omicidi rituali avvenuti molti anni prima e di cui vennero ritenuti responsabili alcuni autorevoli membri del mormonismo. La sua ostinazione nel voler approfondire l’argomento lo isolerà ancor di più. Riuscite a pensare, allora, a cosa accadrà quando si ritroverà coinvolto, come unico superstite, nella strage di una famiglia? Potete immaginare la diciannovenne Lyndi, unica sopravvissuta di una famiglia trucidata, che si prodiga per aiutarlo e aiutarsi? Riuscite a comprendere, allora, il legame morboso che lo lega al ritrovato fratello Lael? I dubbi prima, l’inquietudine poi, crescono man mano che Rudd penetra nei segreti della comunità. L’equilibrio mentale del giovane è messo a dura prova di fronte ad uno dei più celati misteri della sua religione: l’espiazione del sangue. Il sacrificio di Cristo sulla croce non può aver purificato, secondo i mormoni integralisti, tutti i peccatori. Alcuni peccati sono così gravi che si possono mondare solo versando altro sangue. Scritto con un ritmo incalzante, inizialmente ironico e divertente, poi febbrilmente angoscioso, La colpa, attraverso la ricerca solitaria di un’indicibile verità, getta uno sguardo su fanatismo, frustrazioni e paure, ossessioni dell’America più profonda, che svelano una realtà fatta di segreta violenza. Un grande paese costruito su fondamenta di sangue.


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