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Grazie, Conselice

 

«Grazie ai ragazzi e alle ragazze delle scuole che sono qui presenti, ai vostri insegnanti, per l’impegno di studio della legalità e della Costituzione, che rappresenta un impegno per il futuro. Grazie per il rispetto delle regole in tempo di Covid, con l’invito a distinguere allarme e allarmismo; che non hanno un significato uguale. Grazie a tanti sindaci presenti, che si sono raccolti con noi sotto questo monumento. L’articolo 21 non è solo dei giornalisti, ma deve essere considerato un patrimonio di tutti. Grazie ai tanti volontari che lavorando tutto l’anno rendono possibile questo appuntamento, che diventa anno dopo anno un evento irrinunciabile. Faccio una proposta alla vicepresidente della Regione Elly Schlein; costituiamo un gemellaggio tra Conselice, Pianaccio di Lizzano in Belvedere e Marzabotto, perché nella terra di Enzo Biagi e Sergio Zavoli si costituisca un circuito sulla Libertà di pensiero, contro un fascismo che diventa ogni giorno più evidente. Il fascismo odia le differenze e per questo le opinioni fasciste, in un paese retto su una Costituzione antifascista, non possono avere il diritto di libera circolazione».

Con queste parole Beppe Giulietti ha portato a Conselice il saluto dei giornalisti e delle giornaliste italiane, nell’occasione del 14esimo anniversario dell’unico monumento italiano eretto per celebrare il diritto costituzionale alla Libertà di stampa.

«Anche oggi ricordiamo i nomi dei caduti conselicesi – ha ricordato la sindaca di Conselice Paola Pulache hanno dato la vita per la Libertà di stampa: Cesare Gaiba, Pio Farina, Giovanni Quarantini ed Egidio Totti. Catturati durante il loro lavoro di stampatori clandestini, qui a Conselice, e fucilati a Bologna il 30 settembre 1944, dopo settimane di detenzione e torture». Il giorno dopo, alcuni giornali bolognesi titolarono: Banditi fucilati per un atto terroristico.

Ha preso la parola anche Carlo Verdelli, editorialista del Corriere della Sera, attualmente sotto scorta a causa di minacce di morte ricevute da profili creati appositamente per formulare quelle minacce. «Per fare il giornalista servono determinate caratteristiche: curiosità, ostinazione e voglia di imparare – ha detto Verdelli ai tanti ragazzi delle scuole presenti – . Ma c’è un’altra caratteristica indispensabile a un giornalista: la responsabilità civile. E questa è posta a tutela del mestiere, ma anche dei lettori, che devono esser messi nelle condizioni di poter separare il grano dal loglio. Celebrare la libertà di stampa significa difendere la capacità dei cittadini di comprendere la differenza tra una notizia vera e una falsa. Chi cerca con le minacce di impedire a un giornalista di fare il suo mestiere, gli impedisce di andare in fondo alle cose. Chi pensa che si possa fare una cosa del genere, va contro la Costituzione. Torniamo a difendere questa Libertà. Torniamo a essere partigiani».

«Lo dico a Carlo Verdelli, manifestandogli totale solidarietà – ha spiegato la vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein – per quello che gli è accaduto e per le minacce che ha subito. La nostra difficoltà rispetto a chi formula minacce in rete è maggiore, perché noi a quegli atti intimidatori, che oggi vengono organizzati con le nuove tecnologie e i social media, non potremo rispondere con altri atti intimidatori. Noi abbiamo un diverso lavoro da fare, che è quello di non lasciare da soli giornalisti e giornaliste che subiscono minacce, le persone minacciate perché hanno dato un segno di solidarietà. Facciamo comunità intorno a queste persone, per fare rete e per compiere uno sforzo per contrastare quell’odio alla radice, alimentato anche dalle differenze sociali. Chi governa ha la responsabilità di non alimentare tensioni sociali, ma di risolvere le cause che stanno alla base delle tensioni stesse».

Nel corso della cerimonia, a cui hanno partecipato tutte le scuole di Conselice, l’associazione Cervia Volante ha fatto alzare in volo l’aquilone dedicato a Patrick Zaky, lo studente dell’Università di Bologna detenuto dallo scorso febbraio con l’accusa di aver diffuso informazioni dannose per lo Stato egiziano. L’aquilone è stato realizzato grazie all’impegno di Amnesty International Italia, al Festival dei Diritti Umani e Articolo 21, liberi di…, per chiedere la liberazione di Zaky. A nome dell’amministrazione comunale, la sindaca di Conselice ha consegnato a Carlo Verdelli la pergamena del premio Libertà di Stampa, mentre la giunta dell’ASER ha assegnato all’istituto comprensivo “F. Foresti” il premio Camillo Galba. Dopo la celebrazione in piazza Libertà di Stampa, la giornata è proseguita nel teatro comunale, dove si è tenuto il dibattito Ricordando Enzo Biagi: tra Libertà di pensiero e antifascismo, nel corso del quale Loris Mazzaetti ha intervistato Carlo Verdelli.

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