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Scuola. Quer pasticciaccio brutto di Viale Trastevere (Ministero) sulle linee guida per la riapertura degli istituti

 

Di Beppe Pisa

Presidi, genitori e sindacati: tutti contro le linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, almeno nella versione contenuta nell’ultima bozza che circola. Frutto del lavoro del Comitato tecnico-scientifico e di quello di esperti istituito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Le scuole riapriranno in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”, aveva specificato Azzolina, ricordando che per l’avvio del nuovo anno è stata proposta la data del 14 settembre. Ma la bozza non convince affatto, in particolare i sindacati, le associazioni di insegnanti e genitori: il 25 giugno quelli che aderiscono al comitato “Priorità alla scuola” scenderanno in piazza con sit-in e manifestazioni in decine di città. E su Facebook commentano duramente: manifesteremo “sempre più PER la riapertura della scuola e CONTRO le linee guida”, denunciando che “il documento si distingue per la prosa ministerialese e scuolese, e inventa il gioco perfetto che permette di non finanziare decentemente la scuola pubblica. Né una persona né un soldo in più, ogni scuola faccia da sé”; e lamentano che “sulla prevenzione sanitaria nelle scuole non si dice nulla, salvo sbrigative e risibili dichiarazioni…”.

Contrari anche i presidi. Per il presidente dell’Associazione nazionale (Anp) Antonello Giannelli, la bozza “è generica” e andrebbe “accompagnata da indicazioni operative più concrete. Non viene indicato, ad esempio, il livello di servizio minimo da garantire a tutti; servono risorse umane – dicono – per sdoppiare le classi, più docenti di potenziamento; serve una maggiore libertà gestionale in capo ai dirigenti. Anche sull’apertura alle lezioni il sabato: per i presidi “non è una novità: è già una facoltà rimessa all’autonomia delle scuole”. E se il problema è il distanziamento tra alunni – sottolineano – questo resta anche il sabato”. Sulla stessa linea anche i sindacati: “Settembre è alle porte, ma ancora nulla si è detto sulle problematiche del rientro in sicurezza per alunni e lavoratori della scuola nonché sulle questioni relative alle condizioni di gestione organizzativa e didattica in termini di tempi, orari, organici, spazi e risorse necessari all’avvio dell’anno scolastico – ha commentato la Flc Cgil – anzi, tutto quello che trapela è in qualche modo preoccupante”. Si difende su Twitter la ministra Azzolina: “Le Linee guida saranno portate domani in Conferenza Unificata. Leggo tante interpretazioni, molte sbagliate. Questo aiuta solo ad alimentare la confusione”.

Sinopoli,  Flc Cgil: Ripartire in sicurezza investendo in Istruzione

Nel pomeriggio la ministra ha incontrato i sindacati della scuola. Ma non ne è uscita bene, anzi. Ha dovuto prendere nota e atto delle critiche sostanziali mosse alle linee guida, e non ha più detto che si trattava di problemi di interpretazione. “Nell’incontro di oggi con la Ministra Azzolina abbiamo posto una esigenza fondamentale: un piano pluriennale di investimenti che, partendo dall’oggi, cioè dalla necessità di riaprire le scuole in sicurezza e in presenza, guardi al futuro del Paese intero” dice Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL al termine dell’incontro in videoconferenza. “La grande preoccupazione – ha aggiunto Sinopoli – è che avendo predisposto le Linee guida senza un giusto investimento di risorse, si stia scaricando una grossa responsabilità sulle autonomie scolastiche col risultato di un quadro dell’istruzione legato alle differenze territoriali. Il rischio è che dalla Linea Gotica in giù avremo sempre una maggiore difficoltà ad avvicinarci alle prescrizioni delle Linee guida, approfondendo le disuguaglianze già presenti nel Paese invece che risolverle”. La scuola, insomma, ripete il segretario della Flc Cgil, ha bisogno dell’estensione del tempo pieno, di eliminare le classi pollaio, di estendere l’obbligo scolastico riconoscendo il diritto di tutte le bambine e i bambini a una scuola dell’infanzia pubblica, laica, gratuita. Ha bisogno di stipendi di livello europeo ma, soprattutto, di avere tutto il personale al proprio posto dal 1° settembre. “La ripartenza di settembre non può che essere la premessa di tutti questi obiettivi, con risorse e spazi adeguati reperiti dallo Stato e dagli Enti Locali. Siamo impegnati perché la scuola riapra a settembre in presenza, ma non intendiamo assecondare strade che non prevedano stanziamenti aggiuntivi. Più scuola, più personale, più investimenti. Questo è quello che chiediamo oggi. E’ il momento di fare una battaglia – conclude Sinopoli – che non è una battaglia contro qualcuno, ma è una battaglia per la scuola dello Stato rinnovata e più forte di prima della pandemia”.

Gissi, Cisl scuola, le responsabilità ricadono sui presidi

Anche la leader della Cisl Scuola Maddalena Gissi è molto critica sulle linee guida per la ripartenza a settembre. “Da quel che leggiamo la responsabilità ricade sui dirigenti e sul personale: se già avvenuto in Francia, dove dopo l’apertura della scuola ci sono stati contagi, dovessero esserci chi ne è responsabile?”. “Ben vengano i tavoli regionali, ma mancano indicazioni certe e garanzie”, ha proseguito Gissi, per la quale il miliardo di cui il Ministero parla per la scuola “viene spostato a seconda delle situazioni: a volte per gli organici a volte per gli spazi di apprendimento operativi, è un miliardo di investimento per l’assunzione di personale? E comunque sono fondi solo fino alla fine dell’anno, non strutturali”.

Gotor (Art.1), linee guida di Azzolina sono deludenti

Ma anche sul fronte della maggioranza si fanno sentire le critiche. Articolo 1 esprime netto dissenso con le Linee guida della ministra Azzolina. “Le indiscrezioni uscite sui principali giornali riguardanti le linee guida sulla scuola presentate dalla ministra Lucia Azzolina sono deludenti” dichiara Miguel Gotor, responsabile scuola, università e ricerca di Articolo 1. “Anzitutto – afferma – c’è un problema di risorse, insufficienti a garantire la riapertura. Perciò l’autonomia proclamata, senza adeguati finanziamenti, rischia di diventare un guscio vuoto. Inoltre bisognerebbe fissare degli standard minimi a livello nazionale che il governo si impegna a garantire per affrontare il nodo delle disuguaglianze di accesso e di opportunità che l’emergenza sanitaria ha accentuato. Infine, non è adeguatamente individuato il numero dei docenti e di personale Ata necessario a ridurre le classi pollai così da garantire la necessaria sicurezza sanitaria per gli studenti, i docenti e le loro famiglie. Articolo Uno auspica che il governo saprà rispondere a queste esigenze e che il testo delle linee guida, nella sua versione definitiva, potrà essere migliorato”, aggiunge. Un auspicio che è di tutti gli italiani, in vista della prova durissima che attenderà il ritorno in classi di 8 milioni di studenti e 1 milione e 300 mila persone tra personale docente e non docente. Ad oggi, però, possiamo solo dire che secondo le Linee guida del Comitato tecnico-scientifico e fatte proprie dalla ministra Azzolina, siamo davvero molto lontani da una riapertura serena e senza rischi delle scuole.

Da jobsnews

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