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A Roma e a Milano “I can’t breathe”: i giovani manifestano per George Floyd, contro ogni razzismo e per lo Ius soli. Proteste ovunque nel mondo

 

Migliaia in piazza del Popolo, a Roma, per la manifestazione “I can’t breathe – black lives matter Roma”, promossa per ricordare George Floyd, afroamericano di 46 anni morto il 25 maggio durante un fermo della polizia a Minneapolis e per contrastare ogni forma di violenza e razzismo.

Distanziati e con mascherina i manifestanti hanno aderito all’invito di organizzazioni come: Fridays for Future Rome, 6000 Sardine, Giovani Europeisti Verdi, Extinction Rebellion Rome International, American Expats for Positive Change e Women’s March Rome. Tanti i giovani e le famiglie presenti. Durante la protesta i manifestanti si sono inginocchiati con il pugno destro alzato, per otto minuti. A più riprese la folla ha gridato “I can’t breath”, le ultime parole di Floyd prima di morire, diventate simbolo di una protesta che sta facendo il giro del mondo con sit in organizzati in molte capitali e città. “No al razzismo”, “No justice, no peace” e “Siamo tutti antifascisti”, alcuni dei cori scanditi dalla piazza. Nel pomeriggio alcune migliaia di persone manifestano a Milano contro il razzismo e per protesta contro la morte negli Usa di George Floyd. I manifestanti si sono radunati in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale inneggiando slogan ed esponendo cartelli e striscioni contro la politica Usa e le discriminazioni nei confronti dei neri e degli stranieri in genere. Molte le persone di colore in piazza. “Black lives matter”, la scritta su diversi cartelli. Accesi anche alcuni fumogeni ma la manifestazione si svolge comunque in maniera assolutamente pacifica sotto il controllo discreto delle Forze dell’ordine. La manifestazione è stata organizzata da “Razzismo brutta storia”, associazione contro “tutte le forme di discriminazione, e “Abba Vive”, il gruppo nato per ricordare il 19enne ucciso nel 2008 a Milano da un negoziante al quale aveva rubato un pacco di biscotti.

Al centro delle richieste dei giovani la lotta per lo Ius soli

“Io non amo la ribalta, ma oggi parlo perché non è possibile stare in silenzio, non è possibile che i miei figli subiscano le stesse minacce che ho subito io da ragazza. Tutti loro meritano la cittadinanza, lo ius soli”. E’ uno dei passaggi più applauditi dell’intervento di Stella Jean, una giovane stilista italo-haitiana, nata a Roma, con due figli, che ha infiammato Piazza del popolo. “E’ assurdo che non abbiano tutti i diritti, eppure parlano romano, sono figli di questa città e di questo Paese. Le prove per avere la cittadinanza – ha aggiunto tra gli applausi – prevedono di sapere a memoria articoli della Costituzione, ma vorrei chiedere quanti italiani la sanno a memoria. Io invece vi posso dire che proprio quella Costituzione figlia della Resistenza, della sofferenza dei padri fondatori e del popolo italiani, garantisce la libertà e l’uguaglianza di tutti i cittadini”. Quindi, ha letto tra l’ovazione della Piazza, i principali articoli della Carta. Ius soli subito, dunque, lo prevede la Costituzione italiana. E’ il messaggio che la Piazza Del Popolo lancia in modo molto forte alla politica. Tra le migliaia di ragazzi che hanno manifestato contro il razzismo, a favore della campagna Black lives matter, tantissimi sono di carnagione scura, spesso figli di coppie miste, nati a Roma, italianissimi ma ancora con meno diritti dei loro compagni di scuola. E sono loro che applaudono con più vigore ogni intervento che chiede proprio diritti per i migranti e i loro familiari. “Noi saremmo per lo ius soli puro, ma siamo convinti che prima serva un’opera di sensibilizzazione, di educazione” dice Mattia Santori, leader delle sardine. Santori spiega di essere favorevole a una cittadinanza concessa a chi nasca nel nostro territorio, sul modello americano, ma ammette che “quando i diritti umani vengono calpestati per meri fini propagandistici, è difficile affrontare certi temi”. Quindi “prima di parlare di ius soli, bisogna bonificare la narrazione farlocca e strumentale portata avanti da certi personaggi della politica e bisogna finalmente avere il coraggio di fare i conti con la Storia”. “Questo è l’unico modo che abbiamo per dare dignità ad un argomento così importante e per sottrarlo al rischio di strumentalizzazione”, conclude Santori.

Manifestazioni per George Floyd in tutto il mondo

Decine di migliaia di persone in marcia per ricordare George Floyd. E per manifestare pacificamente contro il razzismo e la brutalità della polizia negli Usa. E’ stato un sabato di grande mobilitazione a Washington ma non solo, con poche segnalazioni di problemi e tante scene di festa. Indossando mascherine e invocando un cambiamento radicale, i manifestanti si sono radunati in dozzine di città da costa a costa, mentre in Carolina del Nord in molti si sono radunati per vedere la bara che trasportava il corpo di George Floyd, l’uomo ucciso dalla polizia di Minneapolis. Collettivamente, è stata forse la più grande mobilitazione di un giorno da quando Floyd è morto il 25 maggio. La più grande manifestazione degli Stati Uniti è avvenuta a Washington, dove i manifestanti hanno inondato strade chiuse al traffico, con sit-in al Campidoglio e al National Mall. Il corpo di Floyd ora sarà portato a Houston, dove visse prima di Minneapolis, per un’altra veglia funebre nei prossimi giorni.

Migliaia di persone sono scese in piazza a Londra e in altre città del paese per il secondo giorno consecutivo, per protestare contro il razzismo e contro la brutalità della polizia. Manifestanti con il volto coperto e con cartelli hanno invaso le strade circostanti l’ambasciata americana nella parte sudovest di Londra mentre immagini diffuse dai media hanno ripreso la folla diretta a Downing Street, dove si trova la residenza del primo ministro britannico. Migliaia di dimostranti si sono riversati anche nelle strade di Bristol e Manchester. Contro il razzismo e le violenze della polizia 10mila persone sono scese in strada a manifestare oggi a Bruxelles. A riferire delle proteste è stata l’emittente belga Rtbf. Varie migliaia di persone si sono radunate nelle principali città spagnole per sostenere le proteste di Black Lives Matter negli Stati Uniti e per denunciare la discriminazione razzista in Europa. Alcune migliaia di manifestanti si sono ritrovate intorno all’ambasciata Usa a Madrid e molti portavano cartelli fatti in casa con la scritta ‘Black Lives Matter’, ‘Diritti umani per tutti’ e ‘Il silenzio è razzismo’. I manifestanti hanno scandito anche slogan come ‘Assassini della polizia!’ e ‘Nessuna giustizia, nessuna pace!’. La polizia era presente ma l’atmosfera è rimasta pacifica. Il distanziamento sociale era difficile, tuttavia tutti indossavano una maschera. Thimbo Samb, un portavoce del gruppo che ha organizzato la protesta, ha spiegato che la dimostrazione è stata pianificata con l’obiettivo di protestare contro la morte di George Floyd ma anche per richiamare l’attenzione sul razzismo in Spagna e altrove in Europa. Migliaia di persone hanno anche riempito una piazza centrale di Barcellona e ci sono state altre proteste nelle città più piccole. Dopo i raduni di ieri in varie città svizzere, oggi è toccato a Losanna ospitare un’affollata dimostrazione contro il razzismo. Secondo la polizia, in oltre 2000 hanno manifestato sull’onda delle proteste scatenate dall’uccisione di George Floyd. Diversi sit-in si sono tenuti in differenti punti del capoluogo vodese e un corteo ha percorso il centro città. Come ieri per esempio a Berna, Basilea e Zurigo, i partecipanti hanno fatto sentire la propria voce contro la violenza della polizia e la discriminazione delle persone di colore. I manifestanti, vestiti di nero, hanno brandito cartelloni in francese e in inglese con scritte antirazziste, ma anche contro la polizia svizzera, accusata di “uccidere”. Sono stati inoltre scanditi slogan simbolo della protesta come “I can’t breathe”.

Da jobsnews

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