Sei qui:  / News / “Finalmente un po’ di giustizia per i malati di mesotelioma non professionali!”

“Finalmente un po’ di giustizia per i malati di mesotelioma non professionali!”

 

Soddisfazione di Maura Crudeli , presidente nazionale AIEA per l’emendamento al Decreto Milleproroghe dell’on.le Debora Serracchiani che mette 4.000.000 di euro a disposizione dei malati di mesotelioma e dei loro eredi e porta da 5.600 euro a 10.000 il contributo una tantum 

“”Finalmente un po’ di giustizia per i malati di mesotelioma non professionali! Esprimiamo grande soddisfazione per l’emendamento dell’ on.le Debora Serracchiani al Decreto Milleproroghe, che consentirà di aumentare da € 5.600 a €10.000 il contributo una tantum per loro e per gli eredi!”, è quanto ha dichiarato Maura Crudeli, presidente della Associazione Italiana Esposti Amianto, AIEA Odv, sulla iniziativa della Serracchiani, capogruppo PD in Commissione Lavoro alla Camera, che ha presentato un emendamento che mette a disposizione quattro milioni per questa categoria di malati, vittime anch’esse dell’amianto, per le quali l’AIEA si batte da anni. IL contributo di 10.000 euro potrà essere assegnato a persone la cui patologia sia stata accertata a decorrere dal 2015 e, inoltre, l’aumento riguarda anche gli anni pregressi dal 2015 al 2019, di cui coprirà la differenza. C’è poi una novità importante e cioè che in caso di decesso, si prevede che la somma sia destinata agli eredi.

“L’emendamento è stato fatto proprio dal Governo che lo ha inserito nel Decreto Milleproroghe”- ha aggiunto Maura Crudeli- ed è già un importante passo avanti: adesso resta il passo decisivo, ci appelliamo al Parlamento, che da lunedì 17 dovrà discuterlo e approvarlo in via definitiva. Si tratta di un piccolo, ma importante sostegno alle vittime dell’amianto, cioe’ a coloro che hanno contratto la temibile e mortale patologia spesso in modo del tutto inconsapevole, respirando le fibre del micidiale killer stando nei pressi di siti inquinati o in ambienti di vita inquinati , o attraverso propri familiari, impegnati in attività lavorative a contatto dell’amianto. L’assegno di 5600 euro era davvero una misera consolazione per un malato di Mesotelioma, che è una diagnosi di condanna a morte, e aver lottato per anni affinché questo assegno fosse almeno raddoppiato, è stata una battaglia che abbiamo condiviso e portato avanti come fronte unito con tutte le altre associazioni delle vittime dell’amianto e con i sindacati”.

 

Questa misura e’ importante anche perché i casi di Mesotelioma di origine non professionale ricoprono una percentuale importante nel panorama generale della patologia, così come comprovato dal VI rapporto del Renam (Registro nazionale Mesoteliomi) a cura dell’Inail, in cui si evince che le modalità di esposizione sono state approfondite per 21.387 casi (78,2%) tra il 1993 e il 2015 e, fra questi, il 70,0% presenta un’esposizione professionale (certa, probabile, possibile), il 4,9% familiare, il 4,4% ambientale, l’1,5% per un’attività di svago o hobby. Per il 20% dei casi l’esposizione è improbabile o ignota.

 

“Apprezziamo anche la dichiarazione della on.le Serracchiani che ha detto “rispetto alla perdita di una persona                                 cara                      nessuna                     somma                     può                     dirsi sufficiente”, ma la sua iniziativa va nel segno dell’impegno che ha preso con le associazioni delle vittime dell’amianto come la nostra, da anni in lotta per il riconoscimento dei diritti di questa categoria di lavoratori e cittadini”.

L’amianto è stato vietato sotto ogni forma e utilizzo dal 1992, ma ogni anno muoiono circa 4.000 persone per patologie provocato dalle sue polveri, di cui circa 1.500 per mesotelioma: una strage silenziosa il cui picco è purtoppo destinato a crescere nei prossimi anni.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.