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Report sotto attacco per l’inchiesta sulla macchina dell’odio

 

Ancora una volta Report, il programma d’inchiesta di Rai 3, viene accusato di falsità e s’invoca l’intervento del CdA Rai e della Commissione di Vigilanza. E anche questa vota per il servizio sulla macchina dell’odio. Nel mirino questa volta la seconda parte dell’inchiesta di Giorgio Mottola, dedicata all’uso dei social da parte delle forze che invocano la cacciata degli stranieri e parlano di sostituzione etnica, un’espressione diffusa da ideologi razzisti, che persino l’estrema destra di Marine Le Pen ha cancellato dal proprio lessico.

L’accusa contro Report questa volta arriva dalla presidente di FdI Giorgia Meloni, che evidentemente si è offesa per la dimostrazione che tra i follower del suo profilo twitter si conterebbe una quantità di profili anomali, cioè profili nati in un lasso di tempo abbastanza breve, con meno di dieci follower a loro volta e spesso senza foto del profilo. Un quadro contestato addirittura in una conferenza stampa da Meloni e dal suo staff della comunicazione. Ma con dati calcolati in base a un software che non è lo stesso di quello usato da Report, che si è affidato a un sistema più aggiornato e attendibile.
A domanda Meloni ha dichiarato di non voler querelare Report per non essere accusata di voler censurare il programma. Ma poi ha chiesto addirittura un intervento dell’Azienda Rai, e guarda caso alla vigilia della riunione del CdA.

“Se Report ha detto il falso, Meloni ci denunci. La politica dovrebbe piuttosto darci una risposta su una questione serissima: chi controlla Facebook e i messaggi veicolati sui social”, “una prateria che raccoglie 760 milioni di visualizzazioni di cose false”. Questa la replica del conduttore e autore Sigfrido Ranucci, che ha anche ricordato le domande poste ai leader delle varie anime del centro destra sui legami con i finanziatori russi dell’onda nera ultrareligiosa, razzista, sessista e antieuropea.
Da parte loro altri esponenti di FdI si sono appellati addirittura alla Vigilanza Rai, accusando il programma creato da Milena Gabanelli di “giornalismo spazzatura” e di falsificare i dati.

Un’accusa che arriva però proprio il giorno in cui Report ha presentato, proprio alla Camera poche ore prima della conferenza stampa della Meloni, il Dossier realizzato con Openpolis “Il calcolo disuguale”, che dimostra le incredibili disuguaglianze nella distribuzione del fondo di solidarietà tra comuni, che sancisce nei fatti una disparità di diritti tra cittadini su base territoriale. Disparità dimostrata poi nell’inchiesta appena andata in onda.
Un progetto innovativo per un programma giornalistico, che, contribuendo alla trasparenza della macchina pubblica (addirittura del bilancio dello Stato), dà senso al ruolo di Servizio pubblico della Rai.
Contiamo che vertici di viale Mazzini e la stessa Vigilanza sulla Rai sappiano apprezzare chi produce informazione di qualità, unica arma contro fake news e linguaggio dell’odio.

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