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“ESCHER – Viaggio verso l’infinito”: l’artista che si definiva matematico

 

Il 5 novembre esce sugli schermi il film su Maurits Cornelius Escher di Robin Lutz. “Escher – viaggio verso l’infinito”. Stephen Fry, voce narrante, interpreta brani di lettere, diari, appunti scritti dello straordinario disegnatore olandese che più che artista si definiva matematico: 1000 testimonianze di suo pugno danno origine alla storia della sua vita e della sua arte.  Escher nel 1969 scrisse a un collezionista americano: “Sento che c’è una sola persona al mondo che può fare un film sulle mie opere veramente buono: io stesso”.

Per questo Robin Lutz si attiene a quello che testualmente dichiarò, introducendo oltre alla sua eredità grafologica, le testimonianze del figlio George di 92 anni, della figlia Jan di 80, del musicista Graham Nash, membro del famoso gruppo musicale negli anni ’70 Crosby, Still, Nash and Young. In “Escher – Viaggio verso l’infinito” suo figlio George racconta in maniera inedita che il padre volle lasciare l’Italia (dove abitò dal 1924 al 1935) a causa del fascismo perché temeva che influenzasse male la sua crescita e educazione. Graham Nash dice che Escher ha cambiato la sua visione del mondo.

Maurits Cornelius Escher nato nel 1898 a Leeuwarden, da una famiglia colta e benestante, fallito l’esame di maturità, iniziò a frequentare la Scuola di Architettura e Arti Decorative, abbandonando la prima per dedicarsi allo studio della grafica. Dopo la scuola, dal 1924 al 1935 visse in Italia, dove incontrò la donna che sposò. Durante gli undici anni italiani realizzò schizzi e disegni: ad esempio la litografia di Atrani, creata nel 1931 a ispirazione del piccolo paese sulla costa amalfitana, ripresa nei capolavori delle due Metamorfosi. Grande notorietà gli portarono i cosiddetti disegni impossibili, come “Relativity” del 1953. Nella sua vita, Mauritz Cornelis Escher realizzò 448 litografie, xilografie e incisioni su legno e più di 2000 disegni e schizzi. Illustrò libri, tappeti, banconote, stampe, murali, pannelli intarsiati e molto altro. La sua ultima xilografia “Serpenti” è del luglio 1969. Morì nel 1972.

“Escher – Viaggio verso l’infinito” illustra come la mente visionaria e brillante dell’artista olandese riuscì a elaborare costruzioni impossibili, motivi geometrici, tassellature del piano e dello spazio, esplorazioni dell’infinito che gradualmente andavano mutando. Per rappresentare una dimensione interminabile, in alcune opere, la grandezza dei suoi disegni, seppur sempre riconoscibili, diventa ogni volta più piccola, quasi infinitesimale, come possa continuare di là dal perimetro che l’aveva fissata.

 

ESCHER – Viaggio verso l’infinito” è in sala dal 5 novembre 2019
Regia Robin Lutz
Fotografia Robin Lutz
Montaggio Moek de Groot, NCE
Suono Luis Zarli
Produzioni Robin Lutz AV Productions
Paese Olanda

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