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Un altro comune a rischio commissariamento per mafia nel Salento?

 

Una storia di cui Articolo21 si è occupato nei mesi scorsi, quella del comune di Carmiano in provincia di Lecce. Da prima che – il 26 marzo scorso, ndr – la commissione d’accesso di nomina prefettizia si insediasse a Palazzo di Città per verificare la sussistenza di presupposti atti allo scioglimento degli organi elettivi.

Ci sono stati condizionamenti della mafia nelle attività amministrative o sull’operato di uno o più componenti dell’esecutivo? Secondo la commissione, al lavoro per quasi sei mesi, sì.

In 100 pagine e passa di relazione dettagliata, presentata in queste ore dal pool interforze alla prefetta di Lecce Maria Tetresa Cucinotta, si concentrano decine di audizioni, documenti, atti amministrativi, contratti, servizi, gare d’appalto.

Dopo la riunione, in doppia seduta, del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, nelle sale dell’ufficio territoriale di Governo, la parola passa al Viminale. Il parere della commissione composta da una dirigente della prefettura e da esponenti dell’arma dei carabinieri, della questura e della guardia di finanza, non è vincolante e il suo insediamento non ha valore sanzionatorio ma preventivo.

L’eventuale scioglimento degli organi elettivi è disposto con decreto del Capo dello Stato, su proposta del ministro dell’Interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sulla scorta del lavoro della prefettura.

Difficile, lungo, meticoloso e attento. Nel caso di specie.

Difficile, perché tale è stato il contesto in cui la commissione si è trovata a lavorare. Chiuso, un po’ per paura un po’ per  alla collaborazione. Appesantito da inchieste giudiziarie e gravi episodi di cronaca che negli ultimi anni hanno creato un clima di incertezza e attesa asfittica. L’apertura, e quindi la fiducia nei confronti delle autorità operanti sul territorio è venuta man mano, col passare dei mesi.

Lungo, perché sono necessari riscontri oggettivi ed elementi  “concreti, univoci e rilevanti“, si legge nel TUEL che disciplina la materia, di collegamenti con la criminalità organizzata o di condizionamenti della stessa sull’attività amministrativa “tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni”.  Il che si traduce, in soldoni, nel cercare un mucchio di aghi in un pagliaio.

Meticoloso e attento, poiché rilevare anomalie di gravità tale da richiedere uno scioglimento, pur essendo misura a carattere preventivo e non sanzionatorio, richiede intanto una particolare capacità di ricerca, analisi e sintesi , ma in parte e per certi versi rappresenta anche una sconfitta civile a vantaggio delle mafie.

Sul caso-Carmiano, hanno pesato inchieste giudiziarie e inquietanti episodi di cronaca degli ultimi cinque anni.

A partire dall’inchiesta del Ros sulle elezioni del cda della Bcc di Terra d’Otranto di quel 2014, che il 12 marzo ha portato al rinvio a giudizio di sei persone tra cui il sindaco Giancarlo Mazzotta, al suo secondo mandato

L’amministratore è accusato, tra gli altri reati, di  estorsione aggravata da metodo mafioso in concorso con altre persone. Lo stesso però, si e sempre dichiarato estraneo ai fatti contestati e vittima di  errore. Lo scorso febbraio ha riunito la giunta firmando la richiesta di costituzione di parte civile proprio contro gli esponenti del clan .

Negli ultimi anni inoltre – vicende su cui la prefettura ha acceso un faro passando il testimone alla commissione-, il sindaco è stato anche oggetto di gravi atti intimidatori: il ritrovamento di una testa di maiale mozzata davanti alla porta di casa, il recapito di una lettera di minacce, scritte sui muri del municipio e di altri stabili di Carmiano contenenti frasi come “sindaco mafia” che lo indussero a chiedere un incontro all’allora prefetto, per citarne solo alcuni.

Episodi finiti  a marzo sul tavolo del ministero dell’Interno  insieme alle dichiarazioni del boss pentito Tommaso Montedoro che raccontò di un incontro col sindaco di Carmiano (da quest’ultimo smentito).

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