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Omicidio D’Agostino, la verità attesa da 30 anni

 

“Io a quel ragazzo gli devo la vita”: Giovanni Falcone e gli occhi dolci di Nino e Ida

Dopo trent’anni sono queste le parole che più e meglio ricordano il poliziotto Antonino (Nino) Agostino. Le pronunciò il Giudice Giovanni Falcone nel corso dei funerali di Agostino, della moglie Ida Castelluccio e del loro figlio che, la signora Ida, portava in grembo.
Nino Agostino, la moglie Ida (sposati da un mese) ed il loro piccolo, vennero uccisi a Villagrazia di Carini, sulla porta della villa di famiglia, raggiunti da una serie di colpi sparati da sicari in motocicletta.
Quel giorno, Agostino non portava armi addosso. La squadra mobile di Palermo seguì inutilmente per mesi un’improbabile “pista passionale”.
Agostino stava indagando sul fallito attentato dell’Addaura: il 21 giugno 1989 alcuni agenti di scorta trovarono su una spiaggia dell’Addaura un borsone contenente cinquantotto candelotti di tritolo. In quella stessa spiaggia si trovava la villa di Giovanni Falcone, obiettivo dell’attentato.
La sera dell’omicidio alcuni ignoti “uomini dello Stato” riuscirono ad entrare nell’abitazione dei coniugi e fecero sparire degli appunti che riguardavano proprio delle importanti indagini che stava conducendo Agostino.
L’omicidio dei coniugi Agostino è uno dei misteri più profondi di questo Paese, alla perenne ricerca della verità che, per un motivo o per un altro, viene sempre allontanata.
Voglio molto bene a Vincenzo Agostino, il padre di Antonio che da quel giorno non si è più tagliato la barba come forma di protesta contro l’occultamento della verità sulla morte del figlio e della nuora, così come alla meravigliosa madre, Augusta (mancata appena qualche mese fa) ed alla sorella Flora Agostino.
A Voi, cari amici, affido il ricordo di Nino, Ida e quella richiesta di Verità e Giustizia che manca da trent’anni.

(Nella foto di Palermo Today Vincenzo D’Agostino)

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