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L’impegno di Sassoli per tutelare il diritto d’autore

 

Una giornata in cui l’attenzione mediatica si è concentrata sull’annoso problema del diritto d’autore, della necessità di garantirne la tutela a difesa di un lavoro intellettuale, artistico, giornalistico, spesso scippato e utilizzato da chi poi ne ottiene anche dei guadagni economici. A Venezia venerdì 30 agosto, ospiti della Casa degli Autori, nell’ambito della 76 esima Mostra internazionale d’arte cinematografica al Lido di Venezia, si è discusso del tema alla presenza di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo invitato dalla Federazione nazionale della stampa italiana e dal Sindacato dei giornalisti del Veneto. Un’occasione anche per far conoscere la nascita della Fondazione Antonio Megalizzi di Trento. Erano presenti Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, Alberto Barbera direttore della Mostra del Cinema, Andrea Purgatori, presidente delle Giornate degli autori; Giorgio Gosetti, direttore delle Giornate degli autori; Laura Delli Colli, presidente del Sindacato dei giornalisti cinematografici e della Fondazione Cinema per Roma. Delegazioni del Sindacato del Trentino Alto Adige e dell’Emilia Romagna. Sul sito del Parlamento europeo viene citata la direttiva approvata per regolamentare il diritto d’autore: «le nuove norme dell’Unione europea sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web. I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni. Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento. La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione. La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. I giganti del web devono condividere i ricavi con artisti e giornalisti. La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet. Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie». Monica Andolfatto segretaria del Sindacato veneto ha presentato gli ospiti dando la parola per primo ad Andrea Purgatori (giornalista d’inchiesta, inviato del Corriere della Sera, autore di reportage sul rapimento di Aldo Moro, la strage di Ustica, i delitti di mafia. Autore della sceneggiatura del film “Il muro di gomma” su Ustica e attualmente conduce su La 7 il programma Atlantide). «Questa direttiva approvata dall’Unione Europea in Italia ha subito il veto e una posizione del Governo precedente che si è dimostrata contraria alla sua applicazione e non intendeva applicarla così come era stata decisa. Ora chiediamo al presidente Sassoli di far si che anche nel nostro paese venga recepita. I grandi proprietari della Rete possiedono enormi riserve di denaro ma noi tutti sappiamo di avere ragione per difendere un nostro diritto. Confidiamo nella sua sensibilità anche perché sei giornalista come tutti noi qui presenti».

È intervenuto di seguito il direttore della Mostra della sezione cinema della Biennale, Alberto Barbera: «Siamo tutti dalla stessa parte per difendere il diritto d’autore. Un tema molto vasto che contiene al suo interno anche il ruolo fondamentale della cultura che svolge nella società. È in atto una trasformazione e una rivoluzione di cui non conosciamo ancora tutti gli effetti. Nel Cinema la rivoluzione digitale ha creato una trasformazione profonda come non si era mai vista negli ultimi venti anni». Il segretario della FNSI Raffaele Lorusso ha spiegato come esista «un’avversione nei confronti dell’Articolo 21, l’architrave della Costituzione e una marcata avversione nei confronti dei corpi intermedi, ricordato più volte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La tutela dell’informazione è stata tenuta ai margini degli Stati Generali dell’informazione da parte del Governo precedente. Subiamo in continuazione tagli e bavagli per impedire il lavoro giornalistico». Laura Delli Colli, presidente del Sindacato dei giornalisti cinematografici e della Fondazione Cinema per Roma ha espresso la richiesta che avvenga una «forte discontinuità rispetto alla direttiva del copyright non recepita dall’Italia al fine di difendere il lavoro giornalistico saccheggiato dai giganti della Rete. I profitti economici e gli introiti pubblicitari sono enormi. Oggi alla Mostra del Cinema (ieri per chi legge, ndr) è in programma un film che racconta la storia di un giornalista precario che inventa fake news. Alla Biennale ci sono in questo momento tanti colleghi pubblicisti, precari, non professionisti, accreditati ed è anche per loro che dobbiamo sostenere e tutelare il diritto d’autore».

Un appello recepito con molta attenzione da parte di David Sassoli chiamato in causa da tutti gli interventi. «È necessario regolare la globalizzazione mondiale visto il rischio di come possa poi portare via il lavoro ma anche la nostra libertà. Noi dobbiamo tutelarla perché la libertà di pensiero degli autori, degli artisti, nasce con la Rivoluzione francese. Tutte le forze europeiste si sono impegnate anche se abbiamo vinto per pochi voti a fronte di un movimento d’interessi enormi. Le grandi multinazionali hanno messo in bilancio cifre importanti per le relazioni pubbliche e possono farlo disponendo di capitali. Io voglio ringraziare in particolare per il lavoro svolto Silvia Costa (giornalista è stata anche europarlamentare, ndr) per aver offerto con le sue competenze e conoscenze un contributo indispensabile alla creazione della direttiva. Sono qui ora per dire anche alla nuova maggioranza politica dell’Italia che esprima una discontinuità rispetto a prima. Sono le nostre regole che fanno la nostra libertà».

Al presidente Sassoli è stata poi letta la lettera che la famiglia Megalizzi e Luana Moresco (compagna di Antonio Megalizzi) hanno scritto per presentare la Fondazione in corso di costituzione a Trento.

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