1600 morti sul lavoro in 15 mesi di governo. Nell’indifferenza generale

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Finalmente l’Italia volta pagina. Da curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it mi sono sentito sollevato quando ho saputo delle dimissioni di questo governo che non ha mostrato nessun interesse per le tragedie delle morti sul lavoro. Mai si sono sentiti i ministri del lavoro Di Maio e delle Politiche Agricole Centinaio dire o fare qualcosa contro questa autentica strage: in neppure 15 mesi di governo sono morti per infortuni sul lavoro oltre 1600 lavoratori, di questi quasi la metà sui luoghi di lavoro, 202 hanno perso la vita schiacciati dal trattore che guidavano.

Centinaio, un ministro leghista che lo vedevamo in diverse trasmissioni televisive a parlare della crisi gialloverde, ma mai si è sentito spendere una sola parola contro questa strage nella strage: un morto su cinque sui luoghi di lavoro perde la vita ogni anno guidando il trattore, oltre il 30% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ogni anno muore nel settore agricolo. Ma anche il Ministro del Lavoro Di Maio non ha mostrato sensibilità verso questa strage dell’indifferenza, che con un po’ d’impegno si potrebbe dimezzare: ha addirittura tolto risorse all’Inail a favore degli industriali e se ne vantava anche sui social.

Nei 12 anni di monitoraggio di queste vittime si sono alternati governi di ogni colore: ma nessuno si è mai impegnato per alleviare queste tragedie. In questi 12 anni sono morti oltre 16000 lavoratori, sui luoghi di lavoro e sulle strade. I lavoratori non hanno più nessuna rappresentanza politica, e nonostante siano oltre 20 milioni. Speriamo che nel nuovo governo ci siano ministri competenti, attenti a queste tragedie, ma soprattutto che dimostrino umanità verso i morti sul lavoro, che mettano risorse e cuore: è intollerabile questa indifferenza di chi ci governa che porta un lutto atroce in oltre 1000 famiglie ogni anno. Occorrerebbe contattare i familiari di queste vittime e lo strazio che sopportano ogni giorno della loro vita per rendersi conto di quello che passano. Loro sanno cos’è l’inferno sulla terra. Conte, Zingaretti, Grasso, Fratoianni, Bersani  mandate un segnale forte ai lavoratori: che la loro vita vi sta a cuore.

5 thoughts on “1600 morti sul lavoro in 15 mesi di governo. Nell’indifferenza generale

  1. Purtroppo apprendiamo della morte di altri tre lavoratori anche oggi 28 agosto. E siamo solo alle 11 di mattina

  2. Caro Carlo la mia stima per quello che fai è immensa ….come tu sai io sono figlia di un padre MORTO SUL LAVORO dove una mattina partí per andare a fare il suo dignitoso LAVORO e nn fece piú ritorno se nn in un letto metallico dell obitorio con il capo fracassato…. ho creato una pagina su Facebook “Storie di famiglie vittime sul lavoro” dove sono loro stesse che racconteranno in prima persona cosa c è dietro queste tragedie….. Caro amico, le morti sul lavoro sono morti che I familiari nn sapranno mai la veritá di cosa è accaduto e faranno di tutto per nascondere la mano sporca….ci aspettano lunghi ,strazianti e costosissimi processi dove spesso nn verrà mai fatta giustizia conducendo a diventare I familiari cadaveri loro stessi. I familiari vengono abbandonati, nessun sostegno psicologico, ifigli maggiorenni ma ancora a carico sono tagliati fuori dai risarcimenti inail,nessun aiuto economico o agevolazione come è riservata allw vittime del dovere e di servizio….esenzione ticket ,10 anni di contributi configurativi,pensioni d oro, avvocati pagati dallo stato, risarcimenti di euro 200.000 , quattordicesima mensilitá…. ma nn sono morti sul lavoro anche loro? Caro Carlo come vedi è proprio lo stato che fa queste disparità tra morti… come se l italia nn fosse fondata sul LAVORO ma su ben altro… oltre il danno la beffa

  3. Infatti si continua a morire di lavoro, con l’approvazione di tutti i politici e l’impunità dei magistrati che considerano le morti solo un errore, quando invece è l’orrore umano di un paese incivile. Adele Chiello Tusa, la madre di Giuseppe Tusa, un militare al servizio della Marina Militare, massacrato sotto le macerie del crollo torre VTS di Genova. Il paradosso, la sentinella della sicurezza della navigazione, costruita come una palafitta alla mercè dei pericoli che insidiano un porto. Lo stato italiano, garante della vita dei cittadini, non ha rispettato le norme sulla sicurezza dei suoi dipendenti, ha sfregiato la vita di nove onesti lavoratori.

  4. Io per fortuna non ho un familiare che ha perso la vita lavorando. Conosco la vostra sofferenza disumana. Se solo la politica si rendesse conto della sofferenza che provate, credo che la loro indifferenza cesserebbe. Ma continueremo a batterci fino a quando ne avremo le forze, e fino a quando queste tragedie siano solo un brutto ricordo dell’inciviltà.

  5. Altri tre lavoratori oggi 30 agosto hanno perso la vita lavorando, dopo i tre di ieri

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