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Il coraggio di un comandante e l’indecenza di chi disprezza la vita umana

 
Dopo due settimane in mare con a bordo 42 migranti, salvati il 12 giugno scorso al largo della Libia, la Sea Watch 3 ha forzato il divieto imposto dal governo italiano e ha ormeggiato all’imbocco del porto di Lampedusa. 

Al timone Carola Rackete,  31 anni, una laurea e due master e un immenso coraggio.

La sua non è stata una provocazione ma una necessità. Ha solo mantenuto fede alle sue  responsabilità.

Le persone a bordo erano allo stremo, il ‘capitano’ Rackete non aveva scelta.

Ha avuto più forza e dignità di tutto il Governo italiano messo insieme.

Non solo ha dimostrato coerenza verso le sue responsabilità di comandante ma è pronta a essere perseguita legalmente.

A differenza di chi ostenta un indecente disprezzo per la vita umana e si nasconde dietro l’immunità.

Sul web si è subito aperta una gara di solidarietà. C’è chi è già pronto ad avviare un’iniziativa per raccogliere fondi per pagare la multa che, sembra scontato, sarà comminata alla Sea Watch 3.

Intanto Articolo 21, ognuno di noi,  ringrazia Carola di aver difeso la dignità degli essere umani. Non solo di quelli a bordo della nave ma dico  tutti coloro che dovrebbero tendere la mano per salvarli.

Una gigante, di fronte ai nani chiusi nei palazzi del potere o in giro a farsi selfies e ai tanti e tante che si voltano dall’altra parte nel colpevole qualunquismo dell’ignavia.

Intanto un signore che siede (quando c’è) sulla poltrona di un Ministero cruciale che sfrutta a suo uso consumo, che campa di politica da quando aveva 20 anni, che guida un partito che ha rubato 49 milioni di euro e che ha costruito la sua fortuna sulla pelle dei migranti, accusa la ‘capitana coraggiosa’ di essere una sbruffoncella e di “fare politica”… Leo, una giovane donna, plurilaureata, che parla 5 lingue, e che a 23 anni si manteneva guidando un rompighiaccio al Polo e che, a differenza del suddetto Ministro, non ha alcuna immunità e rischia personalmente 20 anni di reclusione per portare 42 persone stremate a terra dopo 14 giorni di navigazione.

Qualsiasi altro commento è superfluo.

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1 COMMENTO

  • Andrea

    Anche i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani “disprezzano” la vita umana ? Vi ricordo che oltre al TAR anche la CEDU ha respinto la richiesta di sbarco della Sea Watch.

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