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“Non mi fermerò”. Il direttore de “Il Quotidiano del Sud” ad Articolo21 dopo le minacce di morte

 

Le ultime intimidazioni non fermeranno il suo lavoro di cronista “di razza”. L’età, l’esperienza, la fermezza d’animo sono un’armatura importante di fronte all’ultima pesante minaccia: “Ti ammazziamo”. La scritta gli è stata inviata in forma anonima alla sede avellinese de’ “Il Quotidiano del Sud”, testata da lui diretta; un’altra busta con l’identica frase intimidatoria è stata recapitata  al collega di “Ottopagine” Federico Festa.

Gianni Festa, classe 1940, è un giornalista con la schiena dritta, di quelli che hanno raccontato la storia italiana nei momenti più bui. Come quando dal 1982, inviato per il “Mattino” in Sicilia, segue i grandi delitti di mafia, da Chinnici a Cassarà e Lima. “Da allora le cose sono cambiate – dice il direttore con tono allarmato, ma non rassegnato – oggi sono saltate molte le regole, ogni cosa è possibile. La politica è un terreno sul quale tutti pascolano. Ci sono troppe infiltrazioni, molti intoccabili non si conoscono ed è complicato fare il mestiere di giornalista in questo clima. L’informazione non sono i fondi, ma la coscienza critica, essere tutelati nel tentativo della ricerca della verità”.  Non è nuovo Festa a minacce. L’episodio fa seguito a quello accaduto il l 28 agosto del  2015, quando sempre all’indirizzo della redazione avellinese, fu recapitata una lettera contenente la scritta “ancora una parola e sei morto”, con un proiettile. “Tre anni fa – racconta Festa – arrivarono questi proiettili inesplosi, anche se i tempi sono distanti ci possono essere dei collegamenti.  La città sta cambiando pelle, c’è una classe dirigente anomala e in questo contesto io do’ fastidio a qualcuno. Forse anche per le mie inchieste andate in onda su Sud Irpinia tv, credo di aver toccato qualche interesse forte”. Tra i tanti temi affrontati il trasferimento, poco chiaro, di alcuni reparti di  geriatria e oculistica dall’ospedale di Avellino “Moscati” a quello di Solofra. Poi troppi cantieri aperti e mai chiusi, come il tunnel di Avellino, in costruzione da dieci anni.  “Credo di scrivere e parlare con una grande insistenza che a qualcuno non piace, ma non mi fermerò. In questi giorni sto ricevendo moltissimi attestati di solidarietà”. Tra questi arriva anche il nostro, quello di Articolo21 sezione Campania. “La scorta mediatica? Lo dirò con tono religioso: è una cosa buona e giusta. Non bisogna lasciare soli i giornalisti minacciati”. A 78 anni Festa continua a portare avanti la sua fede, la sua “passione civile” , che distingue i giornalisti, dai giornalisti giornalisti.

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