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Ancora sgomberi: ora tocca all’insediameno rom di san Giuliano Milanese. Appello EveryOne

 

Parola d’ordine: sgomberare ogni insediamento di fortuna. Senza alcuna valutazione delle condizioni di chi vive negli insediamenti precari, senza dare alle famiglie indigenti il tempo di identificare una possibile alternativa, senza consultare la società civile né il servizio medico. È questa la poltica che dai livelli più “alti” si diffonde alla base e induce sindaci, assessori e autorità a perseguitare i poveri e gli emarginati come “asociali”. Una politica che ricorda quelle messe in atto da istituzioni intolleranti in tempi bui. Non che il nostro sia particolarmente illuminato.

Ieri, 15 novembre 2018, il sindaco di san Giuliano Milanese Marco Segala ha firmato l’ordinanza di sgombero dell’insediamento rom di via Mincio, nella frazione di Sesto Ulteriano. La motivazione addotta è la solita: “Le famiglie che vivono nel campo abusivo non riescono ad avere condizioni igieniche o un servizio idrosanitario (sic!) adeguato”.  “La mancanza di adeguati sevizi igienici sanitari,” spiega il primo cittadino in un post social, “di acqua potabile e dei sistemi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, può essere causa di pregiudizio per la salute pubblica. Pertanto, è necessario ed urgente rimuovere l’insediamento abusivo e ripristinare una situazione di legalità”. Come di consueto, nessuna alternativa abitativa e nessun supporto sociale sono stati predisposti per le famiglie che stanno per essere messe sulla strada. EveryOne Group ha inviato un appello al Difensore civico di San Giuliano Milanese, Fabrizia Vaccarella, e al Difensore civico regionale della Lombardia, chiedendo un intervento urgente che fermi le imminenti operazioni di sgombero e la conseguente crisi umanitaria che ne deriverebbe.

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