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Manovra. Ampiamente prevista, la bocciatura da parte della Commissione Ue è arrivata

 

Le motivazioni nel documento Ue e nelle parole di Dombrovskis e Moscovici

Di Pino Salerno

La bocciatura ampiamente prevista e attesa è arrivata. La Commissione europea ha infatti comunicato oggi la decisione di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano e di chiederne uno nuovo, da inviare a Bruxelles entro tre settimane.

Nel documento che accompagna la decisione della Commissione si legge: “L’economia italiana è caratterizzata da una bassa crescita economica e da una dinamica della produttività debole rispetto alla media dell’Unione, con conseguenze negative a livello sociale e occupazionale. Per promuovere la crescita potenziale e affrontare la persistente stagnazione della produttività occorre una strategia organica di riforma. Le misure contenute nel documento programmatico di bilancio 2019 indicano invece un chiaro rischio di retromarcia su riforme che l’Italia aveva adottato in linea con precedenti raccomandazioni specifiche e con riferimento agli aspetti strutturali di politica fiscale oggetto delle raccomandazioni indirizzate all’Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018”. Conformemente alle norme pertinenti, la Commissione ha adottato un parere in cui chiede all’Italia di presentare un documento programmatico di bilancio riveduto entro tre settimane. “Avendo tenuto conto di tutti i fattori e avendo già consultato le autorità italiane, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell’Italia per il 2019 presenti una deviazione particolarmente grave rispetto alle raccomandazione del Consiglio del 13 luglio 2018”, fa sapere l’esecutivo Ue al termine del collegio dei commissari che si è riunito a Strasburgo. La Commissione rileva inoltre “che il programma non è in linea con gli impegni presentati dall’Italia nel programma di stabilità dell’aprile 2018. La Commissione europea chiede pertanto all’Italia di presentare un documento programmatico di bilancio riveduto per il 2019. Tale documento dovrebbe consentire al paese di osservare la raccomandazione che le è stata rivolta dal Consiglio, in cui sedeva anche l’Italia, il 13 luglio 2018 e che era stata anche approvata dal Consiglio europeo il 28 giugno”. E’ la prima volta che la Commissione richiede la presentazione di un documento programmatico di bilancio rivisto.

In conferenza stampa, i commissari Dombrovskis e Moscovici spiegano con più dettaglia le motivazioni della bocciatura

“Tre settimane utili a un dialogo franco e costruttivo” auspica il vicepresidente della Commissione europea  Valdis Dombrovskis. Che però già anticipa che in caso di diniego alle richieste Ue da parte dell’Italia, l’Europa potrebbe aprire una procedura per debito eccessivo nei confronti del nostro Paese. “Siamo dispiaciuti, ma non ci sono alternative”.  Dombrovskis ha richiamato gli impegni assunti dall’Italia: “a maggio” la Commissione europea “si era determinata a non aprire una procedura, soprattutto perché c’era un impegno a rispettare quanto concordato. Ma ora il governo sta deliberatamente e apertamente andando contro gli impegni che aveva preso in precedenza”. Inoltre,  “La commissione non ingerisce nella politica e nelle relazioni fra i partiti. Ci basiamo sui fatti, sulle cifre dei piani di Bilancio. Questo piano presenta uno scostamento significativo rispetto agli impegni dell’Italia nel patto di crescita e stabilità. Non è una divergenza minima ma netta”, ha proseguito il vicepresidente della commissione Ue Valdis Dombrovskis in conferenza stampa. “E’ necessario avere un margine di manovra per il prossimo periodo di decrescita o di stagnazione, questo è anche il motivo di questa decisione”. Nel 2017, il debito italiano “ha rappresentato un peso medio di 37mila euro per abitante” in Italia, pari “al secondo debito più alto nell’Ue, uno dei più alti al mondo” nonché quello “con il più alto costo totale di rifinanziamento in Europa” che “deve essere pagato ogni anno dai contribuenti”. Al punto che “l’anno scorso l’Italia ha speso lo stesso ammontare per rifinanziare il debito di quanto ha dedicato all’educazione”.

Moscovici non chiude ancora, soprattutto a Tria

Non sembra chiudere le porte al dialogo il Commissario agli Affari europei Pierre Moscovici, secondo cui il ministro dell’Economia Giovanni Tria resta “un interlocutore credibile e legittimo”, esprimendo la speranza che il responsabile del dicastero di via XX settembre possa convincere il resto dell’esecutivo sulla necessità di una legge di bilancio “compatibile” con le regole Ue. Secondo il commissario Ue, il debito “è un fardello che soffoca l’economia italiana, ridurlo deve essere una strategica priorità perché un paese che non vede calare il suo debito non può portare avanti le sue politiche”. Moscovici ha sottolineato che l’Italia ha sempre beneficiato del sostegno della Commissione. “Trenta miliardi di flessibilità sono stati concessi all’Italia tra il 2015 e il 2018: la Commissione non è un ostacolo, ma un volano e un alleato della crescita dell’Italia”. Ora, il governo ha tre settimane per presentare un progetto di piano di bilancio rivisto. “Noi sollecitiamo a inviarlo il prima possibile, lo esamineremo e invieremo un nuovo parere”. Quella di oggi “è una tappa” e “il dialogo continua”. Moscovici ha specificato che “la porta è sempre aperta, soprattutto a Tria che è il nostro naturale interlocutore. La parola d’ordine resta quella che ho portato a Roma: dialogo costruttivo”. Il commissario ha anche espresso apprezzamento per le parole del minsitro all’Economia Giovanni Tria, che nella lettera ha scritto che l’Italia ha il suo posto in Europa e nella zona euro. “Sono d’accordo con Tria e nella mia visita a Roma tutte le autorità incontrate mi hanno confermato che il posto dell’Italia è in Europa e nella zona euro e quindi il bilancio deve essere discusso nel contesto europeo. Quello di oggi è un momento di gravità, non si era mai verificato prima, ma non è la fine del dialogo”, ha concluso Moscovici.

Da jobsnews

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