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Appello per la cittadinanza a Roxana e Marian. Lettera a Manconi

 

Egregio senatore Manconi

ci sono comportamenti che diventano di diritto storie di coraggio. Persone che mettono a rischio la propria vita per gli altri, senza chiedere nulla in cambio. Le Istituzioni, e non solo, hanno il dovere di non lasciarle sole e di esprimersi concretamente sulla chiara scelta di campo fatta in favore della legalità e della non sottomissione al potere mafioso. Fra queste si iscrive a pieno titolo la scelta di denuncia di Roxana e Marian Roman, i due giovani baristi rumeni che, nel quartiere dellaRomanina, hanno deciso di accusare appartenenti al clan dei Casamonica di gravi fatti, contribuendo in modo significativo al loro arresto. Roxana e Marian non hanno esitato a prendere una posizione chiara, hanno scelto di rivolgersi allo Stato, di denunciare. L’hanno fatto nonostante l’omertà del quartiere, nonostante le persone rimaste immobili durante l’aggressione e il pericolo personale da affrontare. Perché in quel quartiere vivono insieme ai loro due bimbi e quel bar è il frutto di tanti sacrifici. Oggi non nascondono la loro paura, ma conservano una limpidezza nei loro comportamenti. Hanno un sogno: “Vorremmo crescere i nostri due figli da cittadini italiani”. Ecco: sognano di essere italiani. Italiani come coloro a cui hanno dato una lezione di fiducia nei confronti delle Istituzioni democratiche e indicato i fondamenti della convivenza civile, proprio in un quartiere dove poche (o nulle) sono le denunce. “La Romanina è cosa loro”, dicono i cittadini del quartiere romano indicando la paura di molti nei confronti del clan dei Casamonica. Invece i romeni Roxana e Marian ci hanno aiutato a casa nostra. Perché si sentono italiani e aspirano, un giorno, di ottenere la nostra cittadinanza. Certi gesti possono infondere coraggio, convincere gli altri che cambiare è possibile. Sono gesti e sogni che meriterebbero una ricompensa, anche se non la chiedono.

Adesso tocca alle Istituzioni decidere se riconoscere il loro senso civico, il loro gesto che sottolinea i principi di integrazione e di convivenza, conferendogli la meritata cittadinanza italiana.
In attesa di un Suo cortese riscontro Le porgiamo i nostri cordiali saluti.

Federica Angeli, giornalista Repubblica, Floriana Bulfon, giornalista l’Espresso- Repubblica, Piergiorgio Giacovazzo, inviato Tg2, Paolo Borrometi, Presidente Articolo 21, Marino Bisso, rete NoBavaglio, Vittorio Di Trapani, Segretario Usigrai, Guido D’Ubaldo, Segretario Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Giuseppe Giulietti, Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Raffaele Lorusso, Segretario Generale Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Elisa Marincola, portavoce Articolo 21, Lazzaro Pappagallo, Segretario Associazione Stampa Romana, Paola Spadari, Presidente Ordine dei Giornalisti del Lazio, Carlo Verna, Presidente Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Antonella Napoli, Articolo 21, Carlo Muscatello, presidente stampa Friuli Venezia Giulia, Stefano Tallia, presidente stampa subalpina, Gino Falleri, vicepresidente Odg Lazio, Maria Lepri, segretaria Odg Lazio.

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