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Caro diario, sono felice solo in mare. Diario dei finalisti della 7a edizione

 

di Lorenzo Pirovano e Giovanni Sacchi

“Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto tra un’isola che ho appena lasciato e un’altra che devo ancora raggiungere”- Caro Diario, 1993

Da Gianni Rodari a Nanni Moretti: nel diario come nell’inchiesta l’ultimo mese ha cambiato radicalmente alcuni dei nostri riferimenti principali.

Il lavoro è avviato. La mole di documenti, dati, ipotesi e nomi si è fatta rilevante e ora a spaventarci è il poco tempo a disposizione, con la certezza che quello che stiamo muovendo ora sarà utile a rendere il lavoro finale appetitoso.

Qualità e rigore dei contenuti, sì. Ma quello che comunichiamo è rappresentato anche da come lo comunichiamo. Da qui la necessità di inventare e disegnare la nostra piattaforma, il nostro webdoc.

Sperimentiamo”. Ce lo ripetiamo continuamente, quasi come un mantra adatto ad alimentare le nostre motivazioni. Nel Premio Morrione sentiamo e troviamo anche questo: una libertà di sperimentare e sperimentarsi lontani dalle pressioni dei principali panorami mediatici.

Fin dal primo giorno di scrittura siamo stati fermi sull’idea che quest’ ibrido multimediale fosse lo strumento perfetto per esplorare e investigare il mondo su cui puntiamo i nostri occhi da due mesi.

Riunioni senza fine, trecento chilometri pedalati alla ricerca di risposte, cadute sul pavé, piogge, un tablet sempre a portata di mano, una raccolta dati che si avvicina a una psicosi. I dubbi sul rigore, le distorsioni introdotte, la tentazione di prendere la via più facile. Abbandonare un sentiero per prenderne uno nuovo.

E poi entrare in punta di piedi in mondi che sembravano conosciuti ma non lo erano, ascoltare più che parlare, entrare silenziosamente nelle dinamiche di gruppo senza farsi coinvolgere troppo. Farsi accettare, farsi raccontare.

Siamo nani sulle spalle di giganti del giornalismo d’inchiesta ma non dobbiamo rinunciare a provare nuove strade e nuovi formati per dare vigore ai nostri contenuti.,  costruendo un prodotto fertile aperto al contributo collettivo.

Da premiomorrione

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