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“Loro”, a parte tutto un grande film

 

Alla vigilia dell’uscita in sala della seconda parte – al cinema dal 10 maggio – Loro è forse il  “titolo più caldo” del momento, non fosse che per il dibattito che ha sollevato già all’indomani dell’uscita di Loro 1, lo scorso 24 aprile. Stante i numerosi attacchi e le crudeli critiche, va detto che si tratta di un grande film, certamente riuscito e di grande impatto visivo.

La suddivisione in due parti dell’opera, di circa 4 ore, segna uno spartiacque netto tra i due momenti del film. Loro 1 è una sorta di “prologo” al dispiegarsi narrativo di Loro 2. Non deludente, come molti critici lo hanno definito, piuttosto onirico, evocativo, in alcuni momenti di chiaro richiamo felliniano. Sorrentino sembra effettivamente più interessato a “loro” che a “Lui” – incarnato da un sempre straordinario Toni Servillo, che compare per la prima volta dopo oltre un’ora di girato. Loro 1 si presenta quasi come la fotografia di una affollata “corte dei miracoli” fatta di politicanti, arrampicatori sociali e puttanelle, pronti a tutto pur di arrivare a “Lui”. Domina la scena l’imprenditore barese Sergio Morra – in una riuscitissima interpretazione di Riccardo Scamarcio – figura che inevitabilmente riporta alla mente quella di Giampaolo Tarantini. Non mancano scene di grande impatto visivo, a partire dal camion della spazzatura che si ribalta in slow-motion sui Fori Imperiali.

Loro 2 è invece Berlusconi-centrico, anche se qui il sesso orgiastico e ostentato della prima parte tende a lasciare il passo ad un approccio più casto, quasi “tenero”. Lo stesso ex premier guarda alle ragazze che affollano le feste e le sue cene priapiche più con tenerezza che con cupidigia. Tuttavia questa seconda parte si delinea come un film decisamente politico e chiaramente schierato. Berlusconi viene dipinto come un “venditore” (di sogni), ma anche un uomo fragile e solo, spaventato dal trascorrere degli anni e dallo spauracchio della morte, che prova a contrastare circondandosi di giovani fanciulle.

Sul fronte politico è un uomo di nessuna moralità, pronto a comprare tutto e tutti, persino i propri nemici, in un mercato in cui vince l’acquirente più aggressivo (per riavere la maggioranza convincerà, con generose offerte in denaro e favori di varia natura, 6 senatori a passare dalla sua parte). Memorabile il pranzo di B. con l’amico imprenditore Ennio Doris – entrambi incarnati da Servillo.

E poi sullo sfondo la fine dell’ultraventennale matrimonio con la Lario – una straordinaria Elena Sofia Ricci – donna distaccata ed elegante che andandosene gli sputa in faccia decenni di comportamenti impropri, di strumentalizzazione della “res publica” e di una politica ad uso personale.

Quel che emerge è in fondo un Berlusconi più malato che maligno.

Ma Sorrentino chiude lasciando uno spiraglio di speranza, quasi una luce in fondo a questo tunnel di anni di degenerazione politica in cui gli italiani sono rimasti inermi, ignari, ipnotizzati dalla tv spazzatura, un po’ come la pecorella che nella prima scena, rapita dalla vista dei quiz televisivi, muore ignara  della climatizzazione polare di Villa Certosa.

Nelle note di regia l’autore scrive: “Loro è un racconto di finzione, in costume, che narra fatti verosimili o inventati, in Italia tra il 2006 e il 2010. Attraverso una composita costellazione di personaggi, Loro ambisce a tratteggiare, per squarci o intuizioni, un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale. E Loro ambisce altresì a raccontare alcuni italiani, nuovi e antichi al contempo. Anime di un purgatorio immaginario e moderno che stabiliscono sulla base di spinte eterogenee, di provare a ruotare intorno ad una sorta di paradiso in carne ed ossa: Silvio Berlusconi”.

Allo spettatore non sfuggiranno, per quanto Sorrentino neghi, riferimenti evidenti a molteplici figure della politica di ieri e di oggi.

Un affresco grottesco ed inquietante dell’Italia, o almeno di una parte di essa. Un’altra grande conferma della capacità registica di Paolo Sorrentino. Eccellente prodotto cinematografico – distribuito da Universal – che merita senza dubbio di essere visto.

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