Sei qui:  / Blog / Lega-M5S, prende corpo un contratto in cui c’è tutto e il suo contrario

Lega-M5S, prende corpo un contratto in cui c’è tutto e il suo contrario

 

Di Maio va a destra. Per Fratoianni e Laforgia, la deriva frutto della scelta di Renzi e del Pd

Di Pino Salerno

Il comunicato congiunto M5S-Lega, diffuso in serata, sprizza ottimismo da tutti i pori, ma va letto nel suo enorme e pericoloso significato politico. “Con l’incontro di oggi sono state gettate le basi per scrivere un contratto di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega contenente i punti programmatici da realizzare per il Paese. Si è trattato di un incontro molto positivo, che ha messo in luce una piena sintonia prima di tutto sul metodo con cui si sta procedendo e che prevede ulteriori incontri tecnici da qui a domenica per scrivere un programma di Governo definitivo. Dal confronto di oggi sono emersi numerosi punti di convergenza programmatici sui quali continuare a lavorare: Superamento della Legge Fornero, Sburocratizzazione e riduzione di leggi e regolamenti; Reddito di cittadinanza, con iniziale potenziamento dei centri per l’impiego; introduzione di misure per favorire il recupero dei debiti fiscali per i contribuenti in difficoltà; studio sui minibot, Flat tax, Riduzione costi della politica, Lotta alla corruzione, contrasto al l’immigrazione clandestina, legittima difesa. C’è grande soddisfazione per la possibilità concreta di lavorare per il Paese e nell’interesse dei cittadini. Il prossimo incontro è già fissato per sabato prossimo”. Insomma, si conferma che nel contratto ci sarà tutto e il suo contrario, e come faranno a renderlo compatibile non si capisce. Ma ciò che davvero stupisce è che in questo contratto ci sarà posto perfino per una legge sul conflitto d’interessi, pensiamo punitiva nei confronti di Silvio Berlusconi e di Mediaset.

L’incredibile scelta di Di Maio, accetta condizioni ultralepeniste da Salvini che indossa maglie firmate Casapound. Nulla da eccepire?

Ed è felice uno degli esponenti di spicco dei 5Stelle, il candidato ministro della Giustizia, Bonafede, che afferma: “oggi non si è parlato di ministri, di poltrone e nemmeno del candidato premier. Si è iniziato dai temi, io sono ottimista dopo il tavolo di oggi”. Aggiunge che “abbiamo parlato dei punti di convergenza, domani ci sarà un lavoro di approfondimento ognuno nel proprio gruppo per individuare le risorse e sabato ci sarà un altro incontro per la redazione del contratto. Contiamo di portare domenica o lunedì questo contratto ai cittadini e poi parleremo del premier”, ha aggiunto. Rileviamo in questo atteggiamento dei 5Stelle due elementi, uno politico e l’altro istituzionale. Stanno per siglare un contratto con un signore, Salvini, che è uno dei campioni europei del lepenismo, del sovranismo, con forti inclinazioni xenofobe e razziste, al punto tale da sfoggiare allo stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia, un indumento griffato Casapound, soggetto politico di estrema destra. Punti di convergenza con la Lega? Siamo esterrefatti. Se i 5Stelle vogliono il governo con Salvini lo prendano, ma davvero siano più sobri nelle dichiarazioni. L’elemento istituzionale è che il “contratto” prima ancora che dai “cittadini” (ricorre sempre questo inutile mantra tra i pentastellati), va consegnato al Presidente della Repubblica, al quale compete la scelta della designazione del primo ministro e della squadra di governo. E se Mattarella dovesse sollevare qualche obiezione, dal momento che in quel “contratto” ci sono elementi che oggettivamente metterebbero il nostro Paese in enorme difficoltà sul piano internazionale? Ma lo sgarbo istituzionale prosegue proprio per bocca del futuro ministro della Giustizia. Incredibile ma vero, Bonafede dice: il premier del governo M5S-Lega “sarà un premier terzo, né della Lega né del Movimento 5 Stelle”, e sottolinea che anche il ruolo di Salvini e Di Maio “lo vedremo dopo”. Quelle che li vedono ministri “sono voci, posso garantire su questo c’è l’orgoglio di fare qualcosa che mette i cittadini prima dei politici, è la Terza Repubblica”. Ed ecco la camomilla che serve a tener buono l’elettorato: “Oggi tra i temi che per noi sono più importanti è stato individuato anche il conflitto di interessi, nonostante la stampa dicesse che era rimasto fuori dalla nostra agenda in virtù di accordi sottobanco perché nessuno vuole abituarsi al fatto che stiamo portando un nuovo modo di fare politica”, ha confermato lo stesso Bonafede. Il tutto e il suo contrario. Come fidarsi?

Laforgia, LeU: “se nascerà il governo Lega-M5S la responsabilità è del Pd”

“Se nascerà un Governo Lega-M5S, qualcuno porterà la responsabilità politica e storica di non aver provato a scardinare questa saldatura. Tra un partito dalle tinte reazionarie e regressive e un movimento che fino a ieri non aveva ancora fatto una scelta di campo (e quindi, forse, si poteva impedire che la facesse in quella direzione) può nascere un blocco politico e culturale che può segnare, in modo strutturale, il panorama della stagione che si apre. Sono preoccupato per l’Italia. E vedo ancora più difficile la ricostruzione di un campo largo della sinistra, se la qualità e la natura dell’opposizione saranno le stesse che hanno portato il pd (o una sua parte) persino a tifare per l’assetto parlamentare e di Governo che si sta determinando. Mi pare che si stia aprendo una fase molto lunga e molto difficile. E, chissà, magari di stimolo per noi a ripensare tutto”. Così su Facebook il senatore di LeU Francesco Laforgia.

Fratoianni: “Di Maio ha scelto il lato destro della politica, aiutato da Renzi” 

“Di Maio ha lavorato ad un obiettivo politico, il Movimento Cinque Stelle ha scelto definitivamente il lato destro della politica italiana, ed è stato molto aiutato in questo da chi nel Pd sin dall’inizio ha annunciato di mettere in frigo bottiglie di spumante in attesa di brindare al governo Lega-M5S, con il pop corn in mano, pronti al tanto peggio tanto meglio. E che ora è arrivato”, afferma il segretario nazionale dai microfoni de La7 intervenendo alla trasmissione “Aria che Tira”. “Questo è il quadro che emerge – prosegue l’esponente di Leu – in un Paese dove di fronte ai suoi drammatici problemi fra l’aumento della povertà nelle famiglie italiane e la strage continua sui posti di lavoro, servirebbe un altro approccio. Rispetto al governo che arriverà – insiste il leader di SI – è evidente che sarò inevitabilmente e convintamente all’opposizione, voglio discutere di come sarà fatta questa opposizione: dico ad esempio al Pd che sarà con noi all’opposizione come la facciamo?”.

Da jobsnews

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE