Don Peppe da lassù continua a vegliare sui più deboli

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Nel ricordare don Peppe Diana vorrei affrontare non solo il tema del ricordo ma soprattutto quello della speranza e del coraggio. La perdita di un familiare ci cambia la vita e ci lascia smarriti ma il solo pensiero che stia vegliando su di noi come fosse un angelo custode ci rende più sereni e ci da tanta forza.  Pur non avendo mai conosciuto don Peppe io credo che da lassù lui continui a vegliare sui più deboli, sugli oppressi, sugli ultimi. Quando lessi la sua lettera ai Casalesi, “Per amore del mio popolo non tacerò”, una lettera nella quale chiedeva un impegno civico contro la camorra, me ne innamorai subito al punto tale che quando fondai la Scuola di Legalità non esitai un attimo nell’intitolarla a lui. Non dimenticare don Giuseppe Diana significa soprattutto testimoniare quotidianamente il suo messaggio d’impegno civile, di costruzione di giustizia sociale nelle comunità locali, d’amore per la propria terra, di rispetto per la legalità. “La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi”.

E’ la frase che più mi ha colpito della sua lettera ed è il pensiero che maggiormente ricordo ai ragazzi delle scuole dove vado per parlare di mafie, di corruzione e di legalità. “Le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili”. E’ un altro frammento di lettera che mi porta a riflettere sull’impegno di ogni singolo cittadino nella lotta al crimine organizzato.  E’ una esortazione forte rivolta ad una classe politica irrimediabilmente corrotta. Caro don Peppe, ci mancherà la tua onestà, il tuo modo di vedere la vita e di affrontare il mondo, la tua serietà che diventava impegno concreto. Ci mancherà il tuo essere amico dei più deboli, il tuo essere custode prezioso del valore della legalità ad ogni costo.

Il tuo sacrificio ha risvegliato le coscienze, quelle di tanti giovani che non hanno girato la faccia dall’altra parte. Non ho dubbi che in futuro saranno sempre di più quelli che non taceranno. Spero che dal sangue di un uomo coraggioso e leale come te possano nascere tanti altri gesti di coraggio e di solidarietà per chi lotta le mafie in prima linea. Il tuo sacrificio richiama alla memoria quello di tanti servitori dello Stato, il sacrificio di tutti coloro che hanno perso la vita per cercare di fare del nostro Paese una terra libera dalla paura delle mafie: una terra più sana all’insegna della verità e della giustizia. Da lassù guidaci e guida la Scuola di Legalità che porta il tuo nome.

(Vincenzo Musacchio, direttore scientifico della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise)


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