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Disgraced, amara riflessione sull’integrazione di scena all’India

 

Una riflessione sul fallimento dell’integrazione e della tolleranza, sulle tensioni politiche, sociali e religiose che attraversano l’Occidente post 11 settembre e sulla solitudine della società americana nascosta dietro ipocrisie e perbenismi. Disgraced – dal 6 al 18 marzo al Teatro India di Roma – è tratto dall’omonimo libro di Ayad Akhtar, scrittore americano di origini pakistane, Premio Pulitzer 2013 per il teatro. Uno spettacolo che si interroga sulle reali chance di convivenza tra culture e identità etniche differenti  post 11 settembre, spartiacque dopo il quale si guarda con crescente scetticismo ai processi di integrazione, soprattutto con riguardo a popolazioni provenienti dai Paesi musulmani rispetto ai quali alla prima occasione vengono messi in atto meccanismi di rigetto, non consentendo quindi mai a costoro una piena integrazione, ma costringendoli di fatto a dover continuamente dare dimostrazione di supina accettazione dei valori della società ospitante…

In un moderno appartamento dell’Upper East Side di Manhattan vivono Amir, avvocato di successo di origini pakistane, islamico apostata e sua moglie Emily, giovane artista americana animata da simpatie verso la cultura e l’arte islamica. Una sera, in un’apparentemente gioiosa cena a quattro – con Isaac, esperto d’arte di origine ebraica nonché curatore della mostra in cui saranno esposte alcune delle opere di Emily, e sua moglie Jory, avvocato dello stesso studio legale in cui lavora Amir, di origini afroamericane – scoppia un conflitto, violento, in cui emergono le reciproche intolleranze. Perché ciascuno, pur rinnegando le proprie radici – religiose e culturali, in cerca di un’identità nuova – finisce per farle riemergere con forza, mettendo in atto quei comportamenti verso i quali aveva fino ad allora espresso sdegno.

“Disgraced è un testo di chiara matrice americana, soprattutto nella misura in cui ciascuno dei personaggi, a suo modo, sente fortemente sia il desiderio che la pressione di doversi allineare ad un certo modo di essere dettato dalle narrazioni dominanti, che spesso costringono le minoranze ad interiorizzare un senso di oppressione” ha dichiarato il regista Jacopo Gassmann che ne ha curato anche la traduzione.

Disgraced, per la prima volta rappresentato in Italia, è una coproduzione Teatro di Roma e Teatro della Tosse di Genova. Una pièce cruda, pungente che dimostra quanto fragile possa essere la natura della tolleranza. Un meccanismo drammaturgico perfetto. Eccellenti gli attori Hossein Taheri (Amir), Lisa Galantini (Emily), Francesco Villano (Isaac) Saba Anglana (Jory). Interessante la scenografia. 1ora e mezzo di pura tensione.

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