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Io il sindaco che accoglieva i migranti testimone del sistema italiano che funziona

 

Partecipare alla quinta Conferenza Internazionale dei Sindaci, organizzata dalla fondazione austriaca Act Now è stata una esperienza esaltante. Ancora di più considerando il mio essere presente, per la prima volta, non da Sindaco, ma da consulente della Fondazione.
“Plasmare il futuro – Coesioni sociali nelle nostre città” è stato il tema principale delle relazioni e delle riflessioni degli intervenuti: Sindaci, Docenti universitari, operatori ONG, psicologi; dalla Svezia al Libano, dalla Giordania alla Germania, Dall’Iraq alla Grecia, sono stati tanti gli spunti sui quali interrogarsi riguardo la gestione nei territori dei flussi migratori relativi all’integrazione e all’inclusione, con un occhio di riguardo sulle condizioni dei minori stranieri non accompagnati.
Avendo partecipato anche alle precedenti edizioni, nella veste di Sindaco di Pozzallo, terrazza sul Mediterraneo e finestra d’Europa, che ha negli ultimi anni accolto migliaia di bambini, donne e uomini in cerca di un futuro migliore, ho avuto l’onore di essere invitato, seppur non più Sindaco, per continuare la mia opera di testimonianza e di impegno in favore dei tanti che ancora attraversano il mare della speranza.
Nel mio intervento, introdotto da Andrè Heller e Patricia Kahane, a presentazione della Conferenza, ho voluto testimoniare l’importanza di questo incontro internazionale, dell’incontro con le diverse realtà coinvolte nei flussi, per uno scambio di esperienze, opinioni e comportamenti che sicuramente sono stati un arricchimento per chi li ha vissuti in prima persona ed ora ne trasmette il senso alle generazioni future.
Questo è il tempo della deriva populista di una destra che sempre più in Europa e in Italia, travisando dati e fatti di cronaca , gioca sulla paura dell’ “altro”.
Recuperiamo il senso della “convivialità delle differenze”, insieme. Questo dicevo guardando la platea attenta, che mi ha restituito la fiducia e la convinzione che la strada intrapresa è quella giusta.
Essendo nato ed avendo amministrato la Città di Pozzallo, città di Giorgio la Pira, terra di pace ed accoglienza, l’unica vera via, citando il Sindaco Santo di Firenze è unificare il mondo facendo ovunque ponti ed abbattendo ovunque muri.
Nella mia esperienza tanti sbarchi ho visto, aspettando sulla banchina del Porto di Pozzallo: nessuno mai riuscirà a capire il senso della dignità di questi esseri umani, umani come noi.
Il dramma delle madri che mettono su un barcone i figli, sapendo che c’è anche la possibilità che non arrivino mai a destinazione: quali sono le motivazioni che spingono una madre ad un gesto così estremo, se non quelle di avere la speranza di un futuro dignitoso?
Assistere all’arrivo di tanti giovani cadaveri, spesso seppelliti in solitudine: cosa c’è di umano in tutto questo?
Io ho sempre voluto essere il Sindaco che accoglie i migranti e non i cadaveri.
Il mio impegno, da cittadino comune, rimane immutato.
Sarò sempre in prima fila per questa battaglia di umanità e dignità.

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