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Ricettatori sociali

 

Gran parte degli italiani non ama la serietà, l’organizzazione, la responsabilità. Altrimenti non sarebbe destinataria di promesse non serie, destinate a scassare lo Stato e senza alcuna preoccupazione per le conseguenze che produrranno. Davanti a chi propone una tassa piatta, verrebbe da chiedere: per chi ci avete preso? Pensate veramente che siamo tanto stupidi da non capire che se ne avvantaggerebbero i ricchi, aumentando le diseguaglianze già presenti? Senza pensare alla voragine che si creerebbe nei conti pubblici non proprio in forma. .

Sull’evasione fiscale c’è il silenzio assoluto. Perché – dicono gli esperti – fa perdere voti. Ma senza un fisco efficiente, non si può fare niente. E così lo Stato da anni invece di combattere l’evasione, riduce la manutenzione. Tanto che ormai siamo in deficit su tutto: servizi sociali, strade, ferrovie, monumenti, scuole, ospedali, ambiente, organici, ecc. Il tutto senza che si sappia mai a chi imputare questa decadenza e incidenti e ritardi che ne derivano. Non solo, ma i pochi responsabili accertati, difficilmente hanno una sanzione e facilmente una prescrizione.
Ma allora cosa ama la gran parte degli italiani? Cosa fa prendere i suoi voti?
Dividersi la refurtiva dopo lo spoglio dello Stato. C’è chi s’ingozza e chi prende solo briciole, ma l’importante è trasformare il patrimonio comune in beni privati. Che siano tasse non pagate, coste edificate, gare orientate: basta che si prometta e permetta libertà di saccheggio. Salvo poi, ritrovare gli stessi ricettatori sociali che protestano  “perché non funziona niente”. Ma gran parte della politica asseconda, abolisce, condona, protegge la privacy. E’ il consenso, bellezza.Gran parte degli italiani non ama la serietà, l’organizzazione, la responsabilità.

Altrimenti non sarebbe destinataria di promesse non serie, destinate a scassare lo Stato e senza alcuna preoccupazione per le conseguenze che produrranno.
Davanti a chi propone una tassa piatta, verrebbe da chiedere: per chi ci avete preso? Pensate veramente che siamo tanto stupidi da non capire che se ne avvantaggerebbero i ricchi, aumentando le diseguaglianze già presenti? Senza pensare alla voragine che si creerebbe nei conti pubblici non proprio in forma. .
Sull’evasione fiscale c’è il silenzio assoluto. Perché – dicono gli esperti – fa perdere voti. Ma senza un fisco efficiente, non si può fare niente. E così lo Stato da anni invece di combattere l’evasione, riduce la manutenzione. Tanto che ormai siamo in deficit su tutto: servizi sociali, strade, ferrovie, monumenti, scuole, ospedali, ambiente, organici, ecc. Il tutto senza che si sappia mai a chi imputare questa decadenza e incidenti e ritardi che ne derivano. Non solo, ma i pochi responsabili accertati, difficilmente hanno una sanzione e facilmente una prescrizione.
Ma allora cosa ama la gran parte degli italiani? Cosa fa prendere i suoi voti?
Dividersi la refurtiva dopo lo spoglio dello Stato. C’è chi s’ingozza e chi prende solo briciole, ma l’importante è trasformare il patrimonio comune in beni privati. Che siano tasse non pagate, coste edificate, gare orientate: basta che si prometta e permetta libertà di saccheggio. Salvo poi, ritrovare gli stessi ricettatori sociali che protestano  “perché non funziona niente”. Ma gran parte della politica asseconda, abolisce, condona, protegge la privacy. E’ il consenso, bellezza.

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