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Cara Deneuve, cancellare il corpo è un errore

 

di Fabrizia Giuliani

“Non è la negazione, la fuga o il travestimento la via per l’empowerment, ma l’esserci e dire la verità. Questo rende possibile l’alba di un tempo nuovo…

Era nell’aria da un po’ la contestazione al #metoo, serpeggiava in editoriali e interviste, ma con la lettera pubblicata da Le Mondela reazione al movimento che si batte contro la ‘normalità’ delle molestie ha fatto un salto di qualità. Non si erano ancora spenti gli echi del potente discorso di Oprah Winfrey, che nel gran mare di vestiti neri della notte dei Golden Globe ha dichiarato in modo assai credibile “Time’s Up”, il tempo degli abusi è finito, che le agenzie battevano la notizia della lettera firmata anche daCatherine Deneuve contro l’ondata neopuritana e illiberale.

Ora, difendere la libertà di importunare o il carattere naturalmente offensivo di ogni pulsione sessuale non è certo una novità, nemmeno nella forma provocatoria scelta dalle autrici della lettera. Non c’è più nessun borghese benpensante da stupire, verrebbe da dire, e se c’è, è ben contento di tenersi stretto il privilegio di commenti e gesti rivolti a donne che non li chiedono né li condividono, come ieri Berlusconi non ha mancato di sottolineare. Ma il punto non è la novità del testo firmato da Deneuve e altre, il punto sono le idee sulle quali fa leva la critica, anzi l’accusa al #metoo che un manifesto autoproclamatosi ‘femminista’ porta avanti. Illuminante a proposito, l’intervista che una delle autrici della lettera, Catherine Millet, ha rilasciato a Stefano Montefiori sul Corriere della Sera… da cheliberta

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