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Siamo noi che non vogliamo riconoscere la cittadinanza a chi è come noi

 

Per il fallimento dello Ius soli, la verità è che la società civile è in gran parte incivile. La xenofobia nasce dal basso e i partiti non fanno altro che assecondarla, accantonando una legge giusta, ma che brucia consenso. Siamo noi che non vogliamo riconoscere la cittadinanza a chi è come noi, perché pensiamo che sia comunque diverso da noi. Che ci invada, che sciupi la razza e le miss Italia, rubi lavoro. E altre fesserie via dicendo. E il partito, anche quello più non-partito come i 5 Stelle o il sedicente di sinistra come il PD, vede i sondaggi e si adegua. Se la gente confonde la cittadinanza di chi è vissuto qui fin da bambino con quella di chi arriva, si prendono più voti a cavalcare l’errore che a svelarlo.

Questi politici ce li meritiamo, perché votiamo chi ci fa pagare meno tasse, non chi organizza meglio lo Stato. Ed è proprio la mala gestione dell’accoglienza (per scarsi fondi e organizzazione) che ha esasperato chi oggi non vede più differenze tra i nuovi italiani e i migranti, li confonde, ha paura e chiede chiusura per tutti. Forse quest’anno i Re Magi verranno bastonati e cacciati dai pastorelli. Pure la venditrice di focacce appoggerà il cesto e gesticolando urlerà agli uomini sui cammelli: tornatevene a casa vostra! Salvo poi rimettersi tutti in ginocchio in adorazione di un bambino di genitori senza fissa dimora.
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